IMMIGRAZIONE. In pericolo la salute di 3 milioni di donne immigrate in Italia

Ogni anno nel mondo circa 20 milioni di aborti praticati in condizioni di insicurezza sanitaria provocano la morte di 80mila donne e 50 milioni di "mogli bambine" corrono il rischio di morire di maternità e a causa di malattie sessuali, l’Hiv e altre patologie veneree.

In Italia, dei 3 milioni circa di donne immigrate (che rappresentano ben il 49% della popolazione immigrata), molte sono state costrette a lasciare i Paesi d’origine proprio per sfuggire alle violenze, ma in molti casi rischiano di trovare all’interno delle comunità dei loro connazionali nel Paese d’accoglienza gli stessi problemi da cui sono fuggite. In alcuni casi, gli abusi si perpetuano, anche perché le donne spesso ignorano di avere diritti precisi e strumenti per proteggere la loro indipendenza, la loro salute e la loro vita.

Per questi motivi, Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ha voluto realizzare, con il contributo del Comune di Milano, una pubblicazione sulla tutela e i diritti delle donne immigrate.

"L’obiettivo – ha spiegato Francesca Merzagora, presidente di Onda – è innanzitutto informare le donne e gli operatori sociali dell’esistenza di pratiche culturali pericolose ai danni delle immigrate.
Ma soprattutto, fornire informazioni utili su leggi e strumenti presenti in Italia a supporto e a tutela dei diritti delle donne in materia di salute e lavoro".

L’opuscolo, presentato oggi in anteprima a Milano, nel corso del convegno sui ‘Comandamenti delle Donne’, sarà distribuito nei prossimi giorni in tutte le Asl, gli ospedali e i Poliambulatori milanesi, nell’obiettivo di allargare successivamente la diffusione a tutto il territorio nazionale e prevenire tra le immigrate pratiche odiose quali le mutilazioni genitali femminili, gli aborti clandestini, o le malattie sessualmente trasmissibili come l’Aids, la tubercolosi o la sifilide.

"Bisogna puntare sulla diffusione di informazioni e servizi rivolti in primis alle stesse immigrate – ha aggiunto Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane – .Le donne vittime di abusi fisici e sessuali da parte del partner o quelle che si prostituiscono sono le più a rischio per Hiv e altre malattie sessuali".

Nella pubblicazione le immigrate potranno trovare informazioni utili per comprendere le origini e le conseguenze degli eventuali abusi cui sono sottoposte. Inoltre, troveranno recapiti di centri di ascolto, accoglienza e consulenza per affrontare concretamente i problemi, informazioni dettagliate sui loro diritti dal punto di vista sanitario e lavorativo.

"E’ importante che le attività di sensibilizzazione coinvolgano anche il Paese di accoglienza per sfatare un immagine falsa e denigratoria delle immigrate – ha continuato Merzagora – che i clichè descrivono spesso come prostitute, badanti, colf o babysitter. Con questa pubblicazione si vuole contribuire proprio a superare i pregiudizi e i luoghi comuni. Inoltre, si vuole aiutare gli operatori (assistenti sociali, infermiere o medici), a interpretare le esigenze delle donne straniere per favorire un processo di integrazione indispensabile per migliorare le condizioni sociali, economiche e sanitarie delle migliaia delle immigrate", ha concluso la presidente di Onda.

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