IMMIGRAZIONE. Italia spaccata: irregolari al Sud, regolari al Nord

Gli immigrati in Italia sono 3.357.000, circa il 7% della popolazione, di cui 539mila gli irregolari (16%). Provengono soprattutto da Albania (13,7% del totale), Romania (13%), Marocco (12,2%). La maggior parte, più del 50%, lavora nel settore dei servizi, il 14% ha una laurea. Quasi l’11% è proprietario di casa. Sono alcuni dati emersi da una ricerca, condotta dalla Fondazione Ismu -Iniziative e studi sulla multietnicità – su commissione del Ministero del Lavoro, presentata dal prof. Gian Carlo Blangiardo dell’Università di Milano-Bicocca, nel corso del convegno "Cittadinanza, identità ed immigrazione nell’Unione Europea", che si è svolto nelle giornate di ieri e oggi a Roma.

Dagli altri dati esposti durante l’incontro, emerge che nel Sud Italia si registra il più alto tasso di irregolarità: sui 495mila stranieri presenti sul territorio, 133mila sono irregolari, il 27%. Il maggior numero di immigrati che hanno regolarizzato la propria posizione si registra invece nel Centro Nord dove il reddito medio è anche più alto: 1.041 euro mensili per gli uomini e 763 per le donne, mentre nel Mezzogiorno è rispettivamente di 657 e 566 euro e la media nazionale è di 1.002 e 743 euro. Inoltre, al Nord si concentra circa il 65% degli immigrati assunti regolarmente, un quarto dei quali risiede al Centro e solo il 10% nel Mezzogiorno.

Quasi il 40% degli stranieri occupati ha un titolo di studio, abbastanza alto ma poco riconosciuto per l’attività lavorativa. Aumentano gli immigrati proprietari di case: il 10,9% degli extracomunitari ne ha acquistata una, anche perché banche e agenzie immobiliari hanno acquisito una certa fiducia e hanno creato, spesso, dei pacchetti-mutuo ‘ad hoc’ per le diverse nazionalità.

 

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