IMMIGRAZIONE. Lampedusa, appello di Amnesty: “Migranti a rischio di rimpatrio illegale”

Migranti a rischio di rimpatrio illegale in paesi nei quali rischiano di subire gravi violazioni dei diritti umani. La denuncia arriva da Amnesty International e riguarda la situazione di emergenza che si è creata a Lampedusa, dove il Governo ha disposto che avvengano direttamente sull’isola le procedure di identificazione e di richiesta di asilo politico. Il Segretariato Internazionale di Amnesty International ha lanciato un appello urgente al governo italiano affinché "i migranti attualmente detenuti a Lampedusa non vengano rimpatriati forzatamente in un paese in cui possano rischiare di subire gravi violazioni dei diritti umani, in linea con gli obblighi dell’Italia in quanto stato parte della Convenzione 1951 sui Rifugiati e della Convenzione contro la tortura".

I migranti rischiano infatti di essere rimpatriati senza la possibilità di opporsi alla decisione, continua Amnesty, nell’ambito di procedure effettive di controllo giudiziario e con il rischio di non poter accedere alla procedura d’asilo. "Qualora rimpatriati in assenza di queste garanzie, potrebbero trovarsi a rischio di subire torture e altre gravi violazioni dei diritti umani".

L’appello mondiale di Amnesty International ricorda al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro dell’Interno Maroni che "il diritto internazionale sui diritti umani e sui rifugiati obbliga l’Italia a permettere a ogni migrante di chiedere asilo attraverso procedure imparziali e soddisfacenti e a garantire protezione contro il rimpatrio in un paese in cui si troverebbe a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani". Secondo i dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) circa il 75% delle 36mila persone arrivate via mare nel 2008 ha presentato domanda di asilo e circa la metà ha ottenuto lo status di rifugiato o protezione dal rimpatrio forzato.

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