IMMIGRAZIONE. Milano mette il freno sull’integrazione

Effetto rom, cinesi in rivolta, risse con i peruviani nei parchi cittadini, episodi di terrorismo internazionale sotto i cieli europei. Il risultato di questo mix di elementi fa drasticamente calare la percezione di sicurezza dei milanesi che invocano ormai maggiori controlli contro l’immigrazione clandestina.

E’ quanto emerge da una ricerca effettuata da Cedcamera, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Milano organizzatrice della "Settimana Mediterranea" per favorire i processi di integrazione, non solo economica, tra le due sponde del mare nostrum, che si concluderà il 16 luglio prossimo con la 5° edizione della Conferenza del Laboratorio Euromediterraneo che vedrà la presenza del premier Prodi e delle principali autorità politiche ed economiche dei principali Paesi nordafricani e mediorientali.

"Con questa iniziativa abbiamo voluto dare un contributo concreto all’integrazione tra le due sponde del Mediterraneo. Per favorire la dimensione euro-mediteranea, ambasciatrice di pace e che rappresenta un importante orizzonte di sviluppo, abbiamo messo in atto diversi strumenti finanziari, ma anche legati a una maggiore conoscenza reciproca, come l’Osservatorio sui media per accrescere le occasioni di incontro tra i popoli e le culture", ha dichiarato a Help Consumatori Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio.

E di iniziative che contribuiscano a riavvicinare le due sponde del Mediterraneo sembrerebbe davvero essercene bisogno, secondo i dati che emergono dall’indagine effettuata da Cedcamera presentata oggi, secondo cui la ricetta dei milanesi per favorire l’integrazione nella città sarebbe una sola: maggior controllo dell’immigrazione clandestina per il 62,3% del campione intervistato (contro il 53,1% del 2006) come unica soluzione all’aumentato bisogno di sicurezza espresso dai cittadini.

A conferma della tendenza securitaria che si era già affermata nella precedente indagine, aumentano i contrari a qualsiasi forma di integrazione, che erano il 5,7% nel 2006 e salgono al 14,2% nel 2007, nonostante il 58,2% dei milanesi sostenga di non aver cambiato il proprio atteggiamento verso gli immigrati, anche se rispetto allo scorso anno aumentano coloro che diffidano di più (35,1%) e non sono favorevoli all’apertura di una nuova moschea (dal 42,1% del 2006 al 64,4% del 2007).
In diminuzione invece la percentuale di milanesi che sceglie la tolleranza verso tutti i simboli religiosi (46,4% mentre lo scorso anno era il 65,7%), così come i favorevoli alle coppie miste che scendono dal 60% del 2006 al 43,9% del 2007.

Innegabilmente determinante l’effetto-terrorismo, che contribuisce a far drasticamente calare la percezione di sicurezza nel campione intervistato: il 65,3% si sente meno sicuro nei luoghi pubblici affollati (stazioni, metropolitane e centri commerciali), contro il 50,6% dello scorso anno.
I milanesi sembrano temere sempre di più anche i legami tra criminalità nostrana e quella di origine araba, e soprattutto sembra avanzare con forza il timore che si materializzino in pianificazioni di azioni terroristiche sul territorio (29,3%) e con l’aumento della microcriminalità nelle città (17,6%).
I milanesi si dimostrano anche sensibili per la discriminazione nei confronti delle donne (19%) e preoccupati per la diffusione dell’estremismo religioso (14,9%).

La maggiore diffidenza nei confronti degli stranieri, si riflette anche nei rapporti personali tra milanesi e immigrati: solo il 26,3% afferma di avere conoscenze o amicizie provenienti dai Paesi Arabi del Mediterraneo, ma che sono perlopiù legate al lavoro (39,7%).

In calo anche chi dichiara di frequentare locali gestiti da cittadini arabi: se erano il 45,7% nel 2006, oggi sono il 29,7%: solo un milanese su 12 dichiara di frequentare locali gestiti da arabi per conoscerne meglio la cultura (8,8%).

Anche sul tema del diritto di voto agli extracomunitari regolari da più di dieci anni in Italia, Milano ribalta i dati espressi lo scorso anno: oggi è contrario il 70,3%, mentre lo scorso anno era a favore il 54,3%.

Tra le personalità che ci legano al Mediterraneo, Milano dimostra di apprezzare personaggi come Magdi Allam (32,2%) e il ministro Emma Bonino (15,5%).

Altra particolarità dei milanesi: ben il 62,3% del campione intervistato -specie se confrontato alle risposte fornite dai romani, napoletani, palermitani e bolognesi interpellati nel corso dell’indagine – sostiene che gli immigrati arabi dovrebbero adeguarsi alle nostre usanze. Dal quadro presentato dalla ricerca si afferma quindi una tendenza nettamente differente in confronto a quella espressa dalle risposte fornite dai cittadini che abitano altre città italiane: Milano mostrerebbe indiscutibilmente una preoccupante chiusura verso gli immigrati di origini arabe.

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