IMMIGRAZIONE. Ministro Amato: “Dobbiamo attrezzarci ad affrontare il fenomeno con realismo”

"Il problema del fenomeno dell’immigrazione è la sua complessità, in cui si rischia di perdersi o di uscirne attraverso nocive semplificazioni. Dobbiamo attrezzarci ad affrontare l’immigrazione, con pragmatismo e realismo". Lo ha detto il ministro dell’Interno Amato al convegno "Gli immigrati: chi sono, come ci vedono, come li vediamo", a Roma in occasione della presentazione della "Ricerca sociale sull’immigrazione in Italia", curata da Makno e Consulting per il ministero dell’Interno.

"Alcuni secoli di storia – ha spiegato Amato – ci hanno reso tendenzialmente bianchi e cristiani, ma dobbiamo essere disposti ad accogliere le diversità, anche se ci sono alcune «diversità difficili da comporre". Allora, secondo il ministro, rimane da chiedersi se è il caso di alzare muri, come qualche Paese sta facendo, oppure essere più aperti come lo è stata l’America in passato: «Trovo difficile – ha proseguito- fare ad altri ciò che non fu fatto a mia zia".

Nel suo intervento introduttivo il sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi ha osservato che «non è possibile adottare una strategia di governo dell’immigrazione, senza avere le antenne sempre orientate verso la società». "Occorre intercettare e orientare – ha detto – le dinamiche migratorie e le conseguenti dinamiche sociali» perchè né l’una né l’altra vengano negate. "Il percorso di integrazione deve essere fatto non di ostacoli, ma di opportunità» ha sostenuto il sottosegretario, e «la legge Bossi-Fini appartiene al passato, anche la Turco-Napolitano» e oggi «servono regole, anche severe, ma fruibili".

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