IMMIGRAZIONE. Minori migranti, quasi 8mila non accompagnati

Vengono soprattutto da Marocco, Egitto, Albania, Palestina e Afghanistan ma sono ben 78 i paesi rappresentati. Hanno in gran parte 16 o 17 anni e sono quasi tutti ragazzi. Sono quasi ottomila i minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia nel 2008: 7.797 minori, un dato considerato sottostimato perché non comprende neocomunitari, richiedenti asilo, vittime di tratta e tutti coloro che non sono stati in alcun modo accolti da strutture pubbliche. È quanto ha ricordato oggi Save the Children presentando il Dossier sulle condizioni di vita dei minori migranti in Italia in occasione del lancio di un centro di accoglienza. Si chiama infatti CivicoZero il centro diurno creato a Roma per l’orientamento, la consulenza legale, la fornitura di servizi essenziali e la realizzazione di attività formative e ricreative per minori stranieri non accompagnati, "male accompagnati", in situazioni di marginalità e rischio devianza.

I minori vengono da Marocco (15,29%), Egitto (13,75%), Albania (12,49%), Palestina (9,47%) ed Afghanistan (8,48%), seguiti da Eritrea (4,99), Nigeria (4,14%), Somalia (3,90%), Serbia (3,76%) ed Iraq (3,68%). La maggior parte è di sesso maschile, pari al 90,46%, (contro il 9,54% di sesso femminile), ed ha un’età compresa tra i 16 (26,22%) ed i 17 anni (50,58%)."Riteniamo che il dato d’insieme, tuttavia, sia profondamente sottostimato – ha specificato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia – perché in esso non sono inclusi i minori neocomunitari, i richiedenti asilo, le vittime di tratta oltre, naturalmente, a quelli che non sono mai entrati in contatto con il sistema istituzionale di accoglienza". I minori rumeni, neocomunitari, non sono compresi nel numero ma rappresentano una percentuale importanti di arrivi, pari nel 2006 al 33,5% .

I minori migranti sono presenti e ricevono assistenza principalmente nelle grandi città italiane, ma negli ultimi tempi anche quelle di medie dimensioni hanno registrato un incremento nel numero dei minori accolti. Le principali regioni di arrivo sono state la Sicilia (34,4%), Lombardia (14,3%), Emilia Romagna (8,5%) e Piemonte (8,2%). Importanti sono le "catene migratorie" e dunque il ruolo di parenti e connazionali. I ragazzi provenienti dall’Africa arrivano a Lampedusa e in seguito alla collocazione in comunità alloggio spesso si disperdono sul territorio: su 2.201 minori arrivati a Lampedusa da maggio a dicembre 2008, la maggior parte proveniva da Egitto (25%), Eritrea (15%), Nigeria (13%), Palestina (11%) e Somalia (9%); 1.721 sono stati collocati in comunità alloggio e, di questi, ben 959 si sono allontanati, pari a circa il 55%.

Nel solo comune di Roma sono stati 1.152 i minori stranieri e richiedenti asilo accolti nel 2007. Il gruppo che ha registrato la crescita più elevata nella capitale è stato quello dell’Afghanistan, passato da 32 minori del 2004 a 264 nel 2007.

Si tratta di ragazzi, sottolinea Save the Children, particolarmente vulnerabili che rischiano di finire coinvolti in fenomeni di sfruttamento e abuso o nei circuiti dell’illegalità. Il progetto lanciato, CivicoZero, rappresenta dunque un intervento per la protezione, il sostegno e la ricerca in favore di minori e neomaggiorenni stranieri in situazioni di marginalità sociale o sfruttamento a Roma. Il centro diurno è una struttura semiresidenziale, in prossimità della Stazione Termini, con spazi ricreativi, di servizio, di incontro e consulenza, e intende raggiungere ragazzi e ragazze stranieri che vivono nella Capitale.

"Questi minori non sono venuti in contatto con la rete di servizi a loro destinati, di cui spesso hanno poche informazioni o verso la quale nutrono sentimenti di sospetto e paura, o non hanno avuto accesso all’iter giuridico di regolarizzazione – ha affermato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia – Uno degli obiettivi principali è contribuire alla riduzione del numero di ragazzi e ragazze stranieri coinvolti in attività illegali o sfruttati e promuoverne l’integrazione e il reinserimento sociale, rendendo i ragazzi e le ragazze consapevoli dei propri diritti, nonché rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti attivi nel settore, al fine di garantire una maggiore e più efficace protezione dei minori".

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