IMMIGRAZIONE. Napolitano incontra i Nuovi Cittadini: “Freschezza e forza per la nazione italiana”

"Questo afflusso di nuove energie, provenienti da ogni parte del mondo e radicatesi nel nostro paese, è un fattore di freschezza e di forza per la nazione italiana". Sono le parole dette oggi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in occasione del 60° anniversario della Costituzione, ha ricevuto al Quirinale una delegazione di Nuovi Cittadini, in rappresentanza di coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana – poco meno di 39 mila persone nel 2007, ha ricordato il Presidente.

"Ai nuovi cittadini che sono oggi qui con noi dico semplicemente : vorrei che sentiste questa cerimonia come un abbraccio festoso delle istituzioni per il vostro ingresso nella nostra comunità nazionale. Siamo felici di accogliervi in rappresentanza dei nuovi italiani, che sono stati poco meno di 39 mila nel 2007 – ha detto Napolitano – Ne siamo felici per una ragione fondamentale, che dovrebbe ispirare e guidare le scelte della politica e, in concreto, le decisioni legislative: questo afflusso di nuove energie, provenienti da ogni parte del mondo e radicatesi nel nostro paese, è un fattore di freschezza e di forza per la nazione italiana".

Il Quirinale ha ricordato il "carattere non temporaneo" dell’immigrazione in Italia. "Vogliamo accogliere nuovi cittadini consapevoli, che siano riconosciuti e si affermino come tali. Ma il punto di partenza non può non essere una presa di coscienza collettiva del carattere non temporaneo che ha assunto il fenomeno dell’immigrazione in Italia, e dunque della necessità di trarne le naturali conseguenze sul piano dello sviluppo delle politiche d’integrazione e anche sul piano delle norme e delle prassi per il conferimento della cittadinanza. E’ essenziale che a tale presa di coscienza giungano non solo le istituzioni, ma l’intera collettività nazionale".

"Debbono cadere vecchi pregiudizi:occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli stranieri che si fanno italiani – lavoratori, studenti e ricercatori, imprenditori, sportivi, manager – ha continuato Napolitano – E’ in un clima siffatto che possono avere successo le politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri ma anche l’accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini".

Per il Presidente della Repubblica bisogna procedere "con la massima serietà": "Non c’è dubbio che per diventare italiani è necessaria una piena identificazione con i valori di storia e di lingua, e con i principi giuridici e costituzionali che sono propri della nostra nazione e del nostro Stato democratico (e che noi d’altronde dobbiamo tendere a consolidare anche nella coscienza di quanti sono nostri cittadini da sempre). Sulle disposizioni e sugli strumenti da adottare a questo riguardo, la discussione è aperta. Osservo solo che più si mette l’accento su forme di verifica dell’avvenuta piena adesione, da parte dei singoli stranieri, al nostro sistema di valori e di principi, meno si può irrigidire il criterio del tempo di residenza che si è trascorso in Italia".

 

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