IMMIGRAZIONE. Nell’area romana almeno 13 mila iscritti ai corsi di italiano

La lingua italiana come "passaporto per l’integrazione". Mentre i figli degli immigrati studiano l’italiano a scuola, gli adulti si confrontano con una rete formativa composta da strutture pubbliche e organizzazioni sociali: a Roma almeno 13 o 14 mila stranieri sono inseriti nei corsi di italiano come seconda lingua disponibili nell’area della Capitale, con un apporto delle scuole del volontariato che copre almeno il 40% dell’offerta totale. In particolare, a Roma e Provincia nel periodo giugno 2007/giugno 2008 gli iscritti ai corsi di italiano come seconda lingua (L2) presso i Centri Territoriali Permanenti (CTP) sono stati 6.697, gli iscritti a corsi gestiti dal circuito del volontariato 6.411 e quelli iscritti ai corsi dell’Upter 230. Vanno aggiunti tutti i corsi gestiti da parrocchie, sindacati, partiti e altre strutture, difficilmente quantificabili ma estremamente diffusi.

I dati, che hanno accompagnato il convegno "La lingua italiana. Passaporto per l’integrazione", promosso dalla società Dante Alighieri ieri a Roma, permettono di sottolineare l’importanza della conoscenza della lingua e la necessità di un maggiore investimento in questo senso. Secondo Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, "se è vero che in un mondo globalizzato si affermano i Paesi che dispongono di una Rete adeguata, l’italiano è un mezzo per concretizzare questa Rete, per rispondere alle esigenze di inserimento e ai bisogni culturali degli immigrati, ma anche per essere di fondamentale supporto agli scambi economici. Una prospettiva positiva e oggi tutt’altro che trascurabile".

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