IMMIGRAZIONE. Oggi la mobilitazione “Una giornata senza di noi”

Iniziative, cortei, scioperi a livello locale contro il razzismo e la xenofobia e per affermare il ruolo dei migranti nella società italiana, e alle 18.30 la liberazione in aria di palloncini gialli, colore simbolo della manifestazione: si svolge oggi la mobilitazione "Primo marzo 2010-Una giornata senza di noi", l’iniziativa nata in Rete e poi ampliatasi con adesione di parti importanti della società civile per ribadire il ruolo dei migranti nella società italiana. L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi a Roma. Stefania Ragusa, in rappresentanza del comitato promotore, ha raccontato di come il comitato sia nato nel novembre 2009 a partire da blog e facebook e dall’impegno di un gruppo di amiche che si sono ispirate a una iniziativa analoga prevista sempre per il 1° marzo, la Journée sans immigrés: 24 h sans nous in Francia. "I nostri obiettivi – ha detto Ragusa – sono culturali: dare un segnale forte per iniziare una riflessione sull’importanza dell’immigrazione per la tenuta della società italiana; lavorare perché si superi la contrapposizione fra ‘noi’ e ‘loro’; richiamare l’attenzione sul fatto che quando saltano i diritti a essere colpita è tutta la società. I diritti o sono per tutti o non sono per nessuno". E in rete circola un documento che "smonta" uno a uno i luoghi comuni su migranti e immigrazione.

"Un giorno senza di loro? Impensabile, anacronistico, grottesco". Così ha dichiarato Simone Andreotti, del Direttivo nazionale di Legambiente, motivando l’adesione dell’associazione ambientalista alla giornata "Primo Marzo. Un giorno senza di noi – lo sciopero degli stranieri". Insieme ai volontari, anche l’impegno di numerose scuole in dibattiti e incontri dedicati al tema delle migrazioni. "I fatti di Rosarno, gli scandali sulla gestione dei centri di accoglienza, la cultura razzista che si sta diffondendo – spiega Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente – ci indignano e ci spingono ad impegnarci per una nuova cultura dell’accoglienza e della condivisione che superi i limiti delle politiche sull’immigrazione adottate negli ultimi anni e che tenga conto del fatto che il numero dei migranti continuerà ad aumentare. Ogni anno, a causa dei cambiamenti climatici infatti, oltre 6 milioni di persone diventano profughi ambientali".

A Roma i volontari di Legambiente insieme a centinaia di rifugiati politici dell’Afghanistan, dell’Eritrea, del Kurdistan, del Togo e della Costa d’Avorio si sono impegnati per ripulire il Parco di Colle Oppio dai rifiuti e dal degrado. Non sono mancati incontri tra le classi delle scuole superiori romane e gruppi di immigrati.

La Cia-Confederazione italiana agricoltori, da parte sua, ha ribadito la risorsa importante rappresentata dal lavoro dei migranti e affermato il suo impegno contro il lavoro nero. "In occasione del primo ”sciopero nazionale” degli stranieri, proclamato per rendere ”visibili” gli immigrati che vivono e lavorano in Italia e per lottare contro il razzismo, la Cia-Confederazione italiana agricoltori – si legge in una nota – ribadisce il suo forte impegno contro lo sfruttamento e il lavoro nero e ribadisce tutto il suo impegno affinché si contrastino con la dovuta efficacia fenomeni di questo genere".

"Basta con l’equazione tra immigrazione e criminalità. La stragrande maggioranza degli stranieri in Italia sono lavoratori onesti, affidabili e indispensabili per il nostro sistema produttivo e sociale. Gli immigrati sono una benedizione per il nostro Paese": queste le parole del presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero, che commenta così le iniziative che da oggi e per tutto il mese di marzo rappresenteranno la "Primavera antirazzista" promossa da molteplici organizzazioni. Le Acli saranno in piazza a partire da oggi in molte delle manifestazioni previste nelle diverse città italiane, da Milano a Foggia.

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