IMMIGRAZIONE. Permessi di soggiorno ai Comuni. ANCI favorevole alla proposta di Maroni

"Accogliamo con favore ed estremo interesse la dichiarazione del Ministro Maroni che annuncia l’intenzione del Governo ad affrontare il tema del passaggio di competenze da Questure a Comuni in materia di permessi di soggiorno". E’ quanto dichiara Fabio Sturani, Sindaco di Ancona e Vicepresidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) con delega all’immigrazione.
"Secondo quanto apparso sulla stampa – aggiunge Sturani – le ipotesi sarebbero due: la prima, spostare ai Comuni soltanto il front-office, cioè l’attività di sportello, la seconda, più articolata, consisterebbe nel trasferimento delle competenze ai Comuni sul solo rinnovo dei permessi".

Sturani ricorda che "attualmente sono presenti sul territorio oltre 300 sportelli facenti capo a 265 Comuni ed alla Provincia Autonoma di Trento che, sulla base di un Programma di Sperimentazione avviato con il Ministero dell’Interno nel 2006, effettuano una attività di supporto ai cittadini stranieri nella istruzione e compilazione della pratica da consegnarsi poi agli Sportelli di Poste Italiane. Ad oggi – evidenzia il Vicepresidente dell’Anci – sono state già compilate da parte di questi sportelli oltre 100.000 pratiche. Inoltre già nella primavera 2007 l’ANCI ha proposto al Ministero dell’Interno un ulteriore step evolutivo delle modalità di coinvolgimento, in via sperimentale, dei Comuni proprio nelle attività di front-office. In questa ipotesi ‘avanzata’ di sperimentazione ai Comuni poteva essere delegata sia l’attività di istruzione della pratiche che quelle di rilascio della ricevuta, di riscossione del corrispettivo, di inserimento a sistema della pratica utilizzando i necessari collegamenti telematici con le Questure".

Rispetto alla seconda ipotesi Sturani ha detto che "è stata attivata dall’ANCI, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, una sperimentazione finalizzata all’identificazione dei possibili modelli organizzativi, dei processi amministrativi e degli strumenti informatici necessari a tale trasferimento. Infatti per potere dare avvio a tale passaggio di competenze su tutto il territorio nazionale, è indispensabile che siano stati definiti in maniera preventiva i processi che permettano ai Comuni di gestire efficacemente, da un punto di vista amministrativo, le nuove procedure inclusa la titolarità del procedimento di rinnovo, nonché le modalità di trasferimento informatico dei dati dai Comuni alle Questure competenti ed alle banche dati del Ministero dell’Interno".

"Per quanto riguarda invece il costo del procedimenti – conclude Sturani – si fa presente che la cifra di 72 euro è il costo di sistema dell’attuale procedimento, che assomma i costi del permesso di soggiorno elettronico, della marca da bollo, e del servizio di Poste Italiane. Una gestione autonoma dei Comuni, una volta attuato il trasferimento, potrebbe invece certamente abbattere sensibilmente i costi per il cittadino straniero. Anche su questo aspetto l’ANCI ha sviluppato insieme ai Comuni una serie di valutazioni approfondite che consentirebbero di semplificare l’attuale sistema". L’ANCI ribadisce l’immediata disponibilità ad un confronto con il Ministro dell’Interno.

Sulla proposta avanzata dalla Lega Nord di istituire il permesso di soggiorno a punti Fabio Sturani ha commentato così: "I diritti non sono sottoponibili a criteri di punteggio. Le politiche di chiusura nei confronti di un fenomeno globale inarrestabile, generano spesso l’effetto opposto: quello di aumentare il bacino di irregolarità. La strada da seguire dovrebbe essere quella di garantire percorsi di integrazione sociale reali, sulla base di diritti certi". "Come ha affermato oggi il Cardinal Martini – ha ricordato Sturani – non serve la politica di chiusura delle frontiere, ma bisogna procedere verso un accoglienza equilibrata e solidale"-

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