IMMIGRAZIONE. Permessi di soggiorno comunitari, le precisazioni della Corte di Giustizia Ue

Gli Stati membri sono liberi di concedere un permesso di soggiorno ad un cittadino extracomunitario, purchè sussistano le seguenti condizioni previste dal diritto europeo: che sia membro della famiglia di un cittadino comunitario, che quest’ultimo in precedenza abbia soggiornato legalmente in un altro Stato membro. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue in una sentenza di questi giorni. La decisione è giunta a seguito della disposizione di rimpatrio di una cittadina cinese (la signora Jia) da parte dell’ Autorità svedese competente in materia di immigrazione.

Nel maggio 2003, la sig.ra Jia ha ottenuto dall’ambasciata svedese di Pechino un visto turistico valido fino al 21 agosto 2003 per un ingresso nello Spazio Schengen per un soggiorno di non oltre 90 giorni. In Svezia, ha presentato richiesta di permesso di soggiorno all’Autorità, facendo valere il suo legame di parentela con un cittadino di uno Stato membro (la moglie di suo figlio), ed in particolare in fatto di dipendere economicamente dal figlio. Per far ciò, ha prodotto un certificato di parentela nonché un certificato del suo ex datore di lavoro pubblico, a dimostrazione del fatto che essa è economicamente dipendente dal figlio e da sua moglie. La Migrationsverket ha però respinto la richiesta e ha disposto il rimpatrio.

 

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