IMMIGRAZIONE. Rapporto Caritas-Migrantes: 3,6mln i cittadini stranieri in Italia nel 2006

Ammontano a 3.690.000 i cittadini stranieri in Italia nel 2006. In aumento rispetto al 2005 (+16,1%), essi rappresentano il 6,2% della popolazione italiana. Sono le stime del XVII Rapporto sull’immigrazione Caritas – Migrantes presentato oggi a Roma. Secondo lo studio l’Italia si colloca, con la Spagna, subito dopo la Germania tra i più grandi paesi di immigrazione dell’Unione Europea. Al Nord si trovano 6 immigrati su 10 inseriti (33,7% nel Nord Ovest e 25,9% nel Nord Est, in termini assoluti circa 1 milione e 250 mila nella prima area e quasi 1 milione nella seconda); troviamo, quindi, circa 1 milione di presenze nelle regioni del Centro (26,6%) e più di mezzo milione nelle regioni del Sud (13,8%). La presenza straniera è costituita per la metà da europei: in particolare, quelli dell’Est Europa, dal 2000 al 2006, sono aumentati di 14 punti percentuali, mentre l’Africa ne ha persi 5 e l’Asia e l’America 2 ciascuna.

A livello europeo nell’UE a 27, un’area con circa mezzo miliardo di persone, gli immigrati con cittadinanza straniera sono circa 28 milioni (inizio 2006), ma si arriva a circa 50 milioni se si includono quanti nel frattempo hanno acquisito la cittadinanza. Questa presenza, secondo il rapporto, è destinata ad aumentare, stando alle previsioni che tengono conto delle esigenze demografiche e occupazionali. L’ ‘incidenza degli immigrati è del 5,6% sulla popolazione complessiva, con variazioni notevoli: lo 0,5% nei due nuovi paesi membri (Romania e Bulgaria), tra il 4% e l’8% negli Stati dell’Unione a 15. Sono rilevanti le concentrazioni in alcune regioni: in Francia il 40% degli stranieri vive nell’area parigina, dove un residente su otto è cittadino straniero; nel Regno Unito oltre un terzo della popolazione straniera risiede nell’area metropolitana di Londra.

Mons. Vittorio Nozza, direttore di Caritas ha aperto il suo discorso con una riflessione sull’anno europeo del dialogo interculturale: " Il nostro continente, dalle consolidate tradizioni millenarie, si trova stabilmente, da tempo, a convivere con altri popoli, portatori di altre culture. Non mancano le chiusure, a livello di soluzioni normative, a livello di mentalità e di prassi. A questo riguardo l’oblio delle nostre radici cristiane non farebbe che peggiorare la situazione, anche perché le comunità ecclesiali molto si stanno adoperando per favorire il dialogo con le altre religioni. Anche in Italia troviamo un misto di aperture e di resistenze e ciò è quanto mai preoccupante, perché da noi la crescita dell’immigrazione ha assunto, negli anni, ritmi sempre più elevati. Ci troviamo a vivere in questi anni in una situazione di stallo, nella quale siamo si capaci di ravvisare gli inconvenienti ma non di individuare e attuare le soluzioni necessarie".

Con un messaggio è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha detto: "Il rapporto Caritas-Migrantes del 2007 conferma il fatto che l’Italia si presenta oggi come uno dei paesi europei più decisamente investiti dai flussi migratori; conferma pure il radicamento di una parte consistente dei nostri immigrati: più famiglie, più nascite, più studenti, più acquisti di abitazioni, più nuovi cittadini". Il Presidente ha ricordato che per la "per la prima volta, nella storia del Quirinale, ho voluto ricevere in udienza una rappresentanza di "nuovi cittadini", di stranieri che avevano richiesto ed ottenuto la nazionalità italiana durante la mia presidenza".

 

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