IMMIGRAZIONE. Razzismo, cosa sta succedendo in Italia? La Provincia di Roma convoca Stati Generali

"Cosa sta succedendo in Italia?" Sono in molti a chiederselo a giudicare dall’incredibile affluenza di ieri per gli "Stati Generali contro il razzismo", convocati dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e al quale sono intervenute associazioni, rappresentanti della società civile del territorio e semplici cittadini immigrati per portare un messaggio di inclusione e tolleranza.

In una sala Liegri gremita di persone, in molti non sono riusciti ad entrare, il presidente Zingaretti ha descritto con preoccupazione il "clima italiano", sottolineando come sia "sbagliato cavalcare le paure della società e usarle per indicare un capro espiatorio, un nemico da abbattere che inevitabilmente diventa qualcuno che si trova nello scalino sociale più basso". C’è un nodo culturale da sciogliere e per Zingaretti il "cuore dell’offensiva popolare" contro il razzismo deve basarsi su un concetto: "la diversità non è un problema ma un valore".

‘Ferma deve essere l’opposizione ad ogni forma di intolleranza e di violenza, così come altrettanto deciso deve essere l’impegno per la promozione di politiche di accoglienza e integrazione verso quanti vogliono stabilirsi nel nostro paese contribuendo allo sviluppo economico e civile dell’Italia e rispettandone i principi costituzionali e le leggi”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affidato ad un telegramma il suo messaggio contro ogni forma di intolleranza e violenza, indirizzato in occasione degli stati Generali al Presidente della Provincia di Roma.

Tanti gli interrogativi susseguitisi nella ricca scaletta di interventi. "Cosa sta succedendo in Italia"? Si è chiesta Daniela Pompei della Comunità di S.Egidio che ha osservato come negli ultimi tre anni "gli stranieri vengano solamente associati a questioni di sicurezza". "Possibile che sessanta milioni di italiani debbano aver paura di quattro milioni di immigrati?", ha domandato alla platea Gabriel Rusu, rumeno, esponente della Consulta Nazionale degli Immigrati. "Gli italiani mi hanno accolto – ha afferma Ndgock Ngana dell’Associazione Kel’lam – lo Stato italiano è possibile che mi accolga anche lui"?

Diritto d’asilo, integrazione, scuola, informazione e lavoro.Questi i punti cardine attorno ai quali si è concentrata l’attenzione per capire come combattere il clima di emergenza creatosi attorno alla questione immigrazione. "Non ci si inventa la paura e l’intolleranza in 48 ore". Ha affermato la rappresentante italiana dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Diritti dei Rifugiati (Achnur), Laura Boldrini che ha lanciato una dura accusa alle istituzioni italiane, sottolineando come "dieci anni fa, quando si preparava il terreno al razzismo di oggi, la politica non c’era". "Se per alcuni – ha spiegato la rappresentante Onu – la battaglia contro gli immigrati è stata la possibilità di affermare le proprie carriere politiche, per altri è stato un ‘non problema’". Laura Boldrini ha poi esposto il lato economico della questione, ricordando come gli unici fondi disponibili per l’accoglienza degli immigrati siano stati tagliati dall’ultima manovra estiva.

Ma i mali dell’immigrazione non si radicano solo nel tessuto culturale. A sollevare per primo il ruolo delle istituzioni è stato Ndgock Ngana dell’Associazione Kel’lam. "Io vivo a Roma da vent’anni – ha affermato il ghanese – nel mio quartiere tutti mi conoscono, tutti mi salutano: ‘a Teodò, come stai, come te la passi’. Gli italiani mi hanno accolto subito, quand’è che lo farà anche lo Stato?". Per Ngana non si può parlare di Stati Generali senza sollevare la questione dell’esistenza dello jus sanguinis in Italia. "In questo Paese – ha spiegato – si fa discriminazione anche contro i bambini". Infine, il rappresentante africano ha sollevato il problema dei permessi di soggiorno e, dopo aver citato casi di immigrati che hanno impiegato anche due anni per ottenerne il rinnovo, ha dichiarato che lotterà per affinchè venga ridotto a due mesi il periodo necessario per ottenere il rinnovo del permesso d soggiorno.

Infine, i sindacati hanno ricordato che immigrazione significa anche lavoro. "Il popolo dei migranti – ha spiegato Cecilia Taranto, delegata della Cgil all’immigrazione – è un popolo di lavoratori e lavoratrici che in questi anni hanno costruito un valore aggiunto alla ricchezza di questo territorio". La Taranto ha fatto notare come vi sia "un’idea strana, impropria di difesa della sicurezza". "Per noi – ha precisato la delegata – la sicurezza è la difesa del posto di lavoro, la certezza dei propri diritti, di poter accedere al mondo della scuola e della formazione, di poter un giorno arrivare alla pensione".

A cura di Laura Muzzi

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