IMMIGRAZIONE. Richiedenti asilo, aumenta accoglienza negli enti locali

Sono soprattutto uomini giovani, di età compresa fra i 18 e i 40 anni. I primi paesi rappresentati sono Eritrea, Afghanistan, Etiopia, Costa d’Avorio e Nigeria. I richiedenti asilo e rifugiati accolti in Italia nel 2007 dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), costituito dalla rete degli enti locali che realizzano progetti territoriali di accoglienza, sono stati 6.284, il 15% in più rispetto al 2006. Accoglienza resa possibile attraverso 104 progetti territoriali realizzati da 95 enti locali (88 comuni, 5 province, 2 unioni di comuni) in collaborazione con oltre cento realtà del terzo settore. E per il 2008 la tendenza è in crescita e, a ottobre, le persone accolte nello SPRAR erano già 7002. Sono i dati resi noti oggi a Roma nel corso della presentazione del "Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, Anno 2007/2008" realizzato dall’Anci. Un monitoraggio che si aggancia a una realtà nella quale il numero di richiedenti asilo ha visto una notevole crescita, come ha evidenziato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Alfredo Mantovano: i richiedenti asilo in Italia erano 9.346 nel 2005, sono diventati 26.898 a novembre 2008.

Le persone accolte, rileva il Rapporto, sono prevalentemente di sesso maschile (73%), fra 18 e 40 anni (78%) e provengono per il 67% dei casi dai paesi africani. È inoltre aumentata del 600% rispetto all’anno precedente la presenza dei minori non accompagnati richiedenti asilo nello SPRAR. Nel 2008 i progetti di accoglienza sono aumentati e sono diventati 114 mentre il Ministero dell’Interno ha deciso di finanziare in via straordinaria ulteriori 1.847 posti rispetto agli iniziali 2.541.

Nel 2007, si legge nel Rapporto, "rileva sottolineare come il 46,78% delle persone uscite dall’accoglienza assistita dei progetti territoriali abbia portato avanti percorsi di integrazione, tali da consentire la (ri)conquista della propria autonomia e un inserimento abitativo e lavorativo. Leggendo questo dato, in leggera ma costante crescita rispetto all’anno precedente, si avvalora ulteriormente la scelta dello SPRAR di intervenire con una "accoglienza integrata" che risulta essere una risposta puntuale e pragmatica a ogni rischio di emarginazione ed esclusione sociale".

"È fondamentale – ha commentato il sindaco di Ancona e vicepresidente dell’Anci Fabio Sturani – collegare lo SPRAR ai centri governativi di prima accoglienza. Dobbiamo, infatti, seguire ogni strada – in termini di politiche, strategie di intervento, azioni e strumenti operativi – per consolidare un sistema di asilo che sia unico, in grado di seguire ogni richiedente protezione dall’arrivo in Italia fino alla sua definizione del suo percorso di integrazione, passando per un’accoglienza di qualità che corrisponda a standard uniformi: nelle strutture governative, così come nei centri SPRAR. Ci è richiesto un impegno importante, perchè non possiamo permettere che molti titolari di protezione internazionale rimangano fuori dai circuiti dell’accoglienza".

Sollecitato sui tagli dei fondi previsti dalla Finanziaria (riduzione del 45% da qui al 2011) il sottosegretario Alfredo Mantovano ha commentato che "con i tagli alla Finanziaria fanno i conti tutti i Ministeri", garantendo però che il ministro Roberto Maroni "sta facendo di tutto" per evitare ripercussioni sul sistema SPRAR.

di Sabrina Bergamini

Comments are closed.