IMMIGRAZIONE. Ricorso contro raccolta impronte, udienza il 4 agosto

Il Tribunale di Roma ha fissato per il 4 luglio 2008 l’udienza di trattazione del ricorso, promosso dagli avvocati dall’Associazione Progetto Diritti,contro l’ordinanza del governo relativa allo stato di emergenza riferito agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio della regione Lazio. Principale oggetto del ricorso, la nota vicenda del prelievo "di massa" delle impronte digitali presso le comunità nomadi anche nei confronti dei minori.

Intanto Amnesty International in una lettera inviata ai ministri europei degli Interni e della
Giustizia, ha chiesto che siano condannati gli atti di discriminazione nei confronti delle comunita’ rom in Italia, culminati nella raccolta di informazioni sull’origine etnica e la religione, nonche’ in quella delle impronte digitali, anche di minori.

‘Dopo le critiche della Commissione e del Parlamento europeo, ora spetta agli Stati membri dell’Unione europea prendere posizione contro quella che e’ diventata una campagna a tutto tondo contro i rom’ – ha dichiarato Nicolas Beger, direttore dell’Ufficio di Amnesty International presso
l’Unione europea.

Considerando gli obblighi del diritto internazionale e del diritto comunitario cui sono vincolati gli Stati membri dell’Unione europea, Amnesty International chiede al Consiglio giustizia e affari interni di:
– assicurare l’adozione di misure immediate per fermare pratiche discriminatorie quali la raccolta delle impronte digitali su base etnica e gli sgomberi illegali;
– garantire che siano adottati adeguati provvedimenti disciplinari o penali nei confronti dei funzionari e degli esponenti politici autori di dichiarazioni dispregiative o razziste;
– riesaminare lo stato d’emergenza e gli atti e le misure derivanti dalla sua adozione, per garantirne la compatibilita’ col diritto internazionale ed europeo.

 

 

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