INCHIESTA HC. Contributi alle colf dal tabaccaio: a caccia del servizio

Per offrire un servizio efficiente non bastano le buone intenzioni: riuscire a pagare i contributi Inps alle colf presso il tabaccaio per ora resta un’impresa più che una comodità. Le file alla posta scoraggiano i cittadini? Problema superato: il 4 novembre 2008, Stato e Fit, la Federazione italiana tabaccai, hanno firmato una convenzione per far sì che i contributi agli aiutanti domestici potessero essere versati direttamente in tabaccheria al costo di poco più di un euro (1,55 euro), evitando così noiose file alla posta. O almeno questo è quanto promettevano le campagne informative.

Peccato che, almeno per quanto riguarda il territorio romano, riuscire a trovare un tabaccaio che offra questo servizio sia tutt’altro che facile; trovarlo sotto casa ancora meno.

Su un campione di 50 tabaccai scelti a caso nei vari quartieri della capitale, solo 4 dicono di essere abilitati. Per tutti gli altri c’è grande confusione: pochi stanno attendendo l’attivazione e lamentano la lunghezza dei tempi, gli altri non ne sanno nulla. «No no, si può fare solo alle Poste, – è la risposta di uno – dal tabaccaio non si possono proprio pagare i contributi». Oppure: «I contributi? Non mi pare, controllo… No, non facciamo niente del genere», un’altra delle risposte tipo ricevute.
Pensare che molti degli esercizi contattati figurano nell’elenco messo a disposizione on-line dal sito www.lottomatica.it, creato proprio per indicare ai cittadini il tabaccaio più vicino che dispone del servizio desiderato.

Nei rari casi in cui è attivo, riuscire nell’operazione non è comunque semplice. Cosa dovrei fare per eseguire il versamento? «Provi a controllare su internet, io non ho le istruzioni e dal terminale non riesco a capire cosa deve portare. Non vorrei che venisse a vuoto» consiglia una titolare, che sa di essere abilitata, ma dice di non aver ricevuto indicazioni sulle modalità. Stessa storia per gli altri tre tabaccai: nessuno lo ha mai provato. «Guardi signora qui ci dicono che il servizio è attivo, ma dovremmo fare un esperimento, non le assicuro nulla».

Anche le altre parti coinvolte non hanno le idee molto chiare; le persone a conoscenza di questa possibilità sono davvero poche. Su venti ben 14 non ricordano di averne sentito parlare, gli altri hanno solo una vaga impressione di averlo letto "parecchio tempo fa", ma non ne hanno saputo più nulla.
Neppure le colf sono informate sull’opportunità di proporre ai datori di lavoro questo strumento: su dieci nessuna ne è a conoscenza, complici forse le barriere linguistiche.

Stando al primo rapporto pubblicato da Reti Amiche, il progetto del ministero della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione nel quale rientra la convenzione, non solo il servizio è attivo, ma addirittura da gennaio 2009 più di 22mila tabaccai in tutta Italia dovrebbero poter consentire al datore di lavoro di verificare i contributi dovuti grazie all’attivazione di veri e proprio sportelli.

Martina Chichi

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