INCHIESTA HC. Giochi online, non solo l’azzardo (3)

Il giro di compravendite del gioco online multiplayer Dark Orbit genera spesso insoddisfazione negli utenti. Le truffe ai danni dei giocatori sono elaborate dalla stessa azienda Big Point: uno dei fatti segnalati da Lorenzo Fortunati riguarda il potenziamento di una delle navi a disposizione, la Leonov. Molti hanno abbandonato quella che avevano in favore di questa, spendendo degli uridium e dunque del denaro. Dopo pochi giorni, è stata depotenziata senza alcun risarcimento per chi l’avesse acquistata. Per tornare all’astronave precedente, poi, occorre spendere 25 euro. Inquietante il fatto che gli utenti non siano stati uniti nel protestare contro l’azienda produttrice: nei forum si danno addosso tra loro criticando le scelte prese.

L’assistenza è praticamente inesistente: il lavoro di supporto è svolto in Italia e in Germania, ma i reclami possono essere esposti solo attraverso il forum. La Big Point non è rintracciabile e unico suo portavoce è un moderatore scelto dall’azienda, "che probabilmente non è tenuto in considerazione neppure da questa" informa Lorenzo; risponde alle lamentele e nomina di tanto in tanto altri addetti al controllo delle chat a titolo gratuito.

"Ho appena fatto una ricarica approfittando del x2 (promozione della Big Point ndr) ma mi sono stati accreditati solo gli uridium corrispondenti a una ricarica normale" o ancora "nell’happy hour dalle 20 alle 21 ho effettuato un ricarica di 10 euro, però mi sono arrivati solo 30mila uridium".
Ma i casi sono tanti: "ho provato a fare una ricarica via telefono ma mi dice che l’ id digitato non va bene; la chiamata è durata 2minuti 13 secondi, mi rimborsate gli uridium?" e infine "mi ritrovo un bilancio in uridium negativo: sarebbe il caso che faceste al più presto le opportune verifiche per riaccreditare quello che mi è stato tolto perché così non posso giocare". Tutte proteste inascoltate perché i meccanismi del gioco continuano a essere gli stessi.

Martina Chichi

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