INCHIESTA HC. Roma, dura concorrenza per i negozi (2)

A Roma sono molti i commercianti ambulanti abusivi italiani che portano via clienti ai regolari negozi. Molto diffusi sono i furgoncini che vendono frutta, verdura e altri prodotti alimentari freschi fermandosi a pochi metri di distanza dai "colleghi" onesti ai quali fanno concorrenza. Per molti consumatori sono una tappa fissa per fare la spesa una o due volte a settimana. A prezzi tanto bassi corrispondono però altrettanto basse – anzi inesistenti – garanzie, cosa compra chi sceglie di acquistare dai venditori irregolari?

Che piova o vi sia l’afa d’agosto non importa: sono lì, con la merce in bella mostra sul retro del furgone che funge da improvvisato bancone; nessuna protezione da smog e polvere, si fermano ai limiti del marciapiede come una qualsiasi vettura parcheggiata esponendo il cibo a inquinamento e sporcizia di ogni tipo. Al fatto che non sia esposta alcuna licenza nessuno fa caso se si può risparmiare. Strano però che agli occhi non salti anche il resto: lo spazio riservato ai prodotti non è dei più puliti; non c’è nessuna cella frigorifera per la conservazione degli alimenti freschi, che sono presi e spostati a mani nude dai venditori.

«Da noi vengono svolte le ispezioni, dobbiamo seguire precise norme igieniche e sanitarie per mantenere aperto il negozio – lamenta un normale commerciante – anche un bambino noterebbe in che stato sono tenuti i prodotti su quei banchetti, ma la passano liscia lo stesso. Poi spacciano una cosa per un’altra: ho mandato una mia cliente a fare una prova, le ho fatto prendere una mozzarella di bufala per capire cosa vendevano in realtà. Per forza il prezzo è basso, quel formaggio di latte di bufala aveva giusto qualche traccia, non era una mozzarella di bufala, ma la gente continua a cascarci».

In effetti nessuna informazione verificabile è data sulla provenienza dei prodotti: potrebbe trattarsi di prodotti italiani o d’importazione, che rispettano o meno gli standard di qualità previsti ( e che cesseranno di essere in vigore per molte varietà ortofrutticole dal prossimo primo luglio), che contengono pesticidi dannosi alla salute.

«Noi la frutta e la verdura la prendiamo ogni mattina ai mercati generali. Evitiamo di comprare i tipi troppo costosi, perché con il tipo di clientela che abbiamo non la venderemmo: viene qui chi cerca di risparmiare. Nonostante questo quei commercianti ambulanti senza licenza riescono ad avere dei prezzi più bassi di noi: chissà da dove e in che condizioni arrivano i prodotti. Quando si tratta di salvare solo pochi euro la gente dovrebbe stare più attenta. Così favorisce un mercato illegale e non sa cosa si ritrova sulla tavola».

Anche se in apparenza i prodotti sembrano uguali, il maggiore costo al quale si trovano nei negozi infatti non è dovuto solo alle spese e alle tasse che gli esercenti sostengono, ma anche alla qualità del prodotto che non è tutelata in alcun modo quando si entra nella sfera dell’abusivismo.

Martina Chichi

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