INCHIESTA HC. Saldi: nei centri commerciali la crisi arriva poco

I centri commerciali sono ancor più privilegiati del solito e non rilevano un forte calo rispetto al 2008. «A Natale mi sono permessa di perdere più tempo cercando negozi particolari, – racconta Silvia, 35 anni, mentre passeggia per un noto centro commerciale a Roma Nord – ora invece vorrei riuscire a concludere in un giorno e qui so di poter trovare tutto quello che mi serve». La scelta sembra essere confermata anche da chi lavora nei negozi: sebbene gli acquisti in questo periodo aumentino ovunque, sono stati soprattutto i centri commerciali a essere presi d’assalto e a sentir meno gli effetti della crisi. «Non ho un’idea precisa su quello che voglio, qui ho più possibilità di scelta senza dover girare troppo e poi i negozi sono meno cari» spiega Elisa, 19 anni, anche lei intenta a far spese in un altro centro commerciale a pochi chilometri dalla capitale.

Facendo una camminata in quattro dei maggiori centri commerciali di Roma si ha la stessa impressione: la clientela – specie nel weekend come confermano commessi e commesse – è numerosa e assortita: famiglie, adulti e ragazzi passano ore all’interno spulciando ogni negozio alla ricerca dei capi più scontati, in alcuni casi a prezzi davvero stracciati.

Tra i pezzi acquistati primeggiano le scarpe sia per i giovani sia per gli adulti: sportive, eleganti, stivali. Su venti adulti e venti ragazzi intervistati queste compaiono in ben 23 casi. Gli sconti applicati variano molto, ma per i pezzi di marca difficilmente arrivano al 50%; percentuali simili si trovano sui prodotti risalenti a diverse stagioni fa che alcuni lamentano di aver riconosciuto nei negozi.
Sul resto dell’abbigliamento le tendenze sono varie: le famiglie puntano sui vestiti per i bambini e su qualche acquisto utile per i genitori; adulti e ragazzi si dividono tra chi cerca occasioni negli scaffali di firme costose e chi invece trova nei negozi più economici maglioni e pantaloni a soli 8, 15, 20 euro. In quindici ( 7 adulti e 8 ragazzi) sono partiti da casa con un’idea precisa sugli acquisti da fare; gli altri hanno deciso di approfittare dei saldi senza cercare qualcosa in particolare, ma imponendosi un tetto massimo di spesa. Budget che cambia molto da tasca a tasca: da 60 euro fino a 250, con una media che per i giovani si attesta sui 100 euro e per gli adulti sui 180. Per quanto eterogenea la clientela da centro commerciale risulta abbastanza attenta alle tasche.

Le cose vanno diversamente nelle strade "da shopping", dove la crisi è più sentita. Su 15 negozianti e assistenti alla vendita di esercizi che si trovano in zone commerciali periferiche solo due dicono di non aver visto calare le vendite e in entrambi i casi si tratta di negozi di abbigliamento a basso costo. Fatto che conferma sempre più la crisi del commercio al dettaglio.

Discorso a parte per le boutique del centro: a girare per le vie più rinomate per gli acquisti con in mano le buste di note firme italiane sono per lo più stranieri e persone da 40 anni in su. «Questo è l’unico acquisto per questi saldi: ho pagato questa giacca poco più della metà, da 650 a 350: un buon affare», sorride soddisfatto Marco, che ha 42 anni, vive solo e lavora in un’agenzia assicurativa. Hanno adottato lo stesso principio del "più costa, più alta è la cifra risparmiata" anche alcune altre signore a passeggio per via del Babbuino con uno o più pacchi. La crisi però ha colpito anche qui: secondo alcuni assistenti alle vendite gli acquisti fatti dagli italiani sono calati in modo evidente rispetto a uno o due anni fa.

di Martina Chichi

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