INFLAZIONE. Confcommercio: “Negli ultimi 10 anni sono saliti i prezzi dei servizi”

Secondo un’idagine condotta dal Centro Studi Confcommercio su dati Istat, i prezzi al consumo frai il 1995 ed il 2005, dimostrano una crescita nei costi dei servizi, quali assicurazioni, servizi bancari ed utenze domestiche, ed una diminuzione per il settore tecnologico e delle telecomunicazioni.

In questi 10 anni infatti la ricerca denuncia che le assicurazioni sono aumentate dell’81,6%, servizi Bancoposta del 75,6%, istruzione del 57,7%, sigarette del 44,7%, servizi bancari del 33,1%, acqua potabile del 32,4%, rifiuti solidi urbani e affitti del 14,5%. Significativa diminuzione dei prezzi dei prodotti ad alto contenuto tecnologico e di quelli del comparto delle comunicazioni: le maggiori diminuzioni si registrano per apparecchiature e materiale telefonico (-64,7%), apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici (-36,5%), servizi di telefonia (-29,3%), caffè e surrogati (-19,2%), pasta (-17%), elettrodomestici (-14,5%).

L’indagine "I prezzi al consumo tra il 1995-2005", inoltre, fa un’analisi comparativa tra un paniere di spesa per beni e servizi che, nel 1995, si è ipotizzato pari a 1.000 euro, e il costo di un analogo paniere nel 2005. Da tale confronto si evince che, nel 2005, per acquistare lo stesso paniere del 1995 si spende di più ma con spostamenti di spesa tra gruppi di prodotti: si spende di più per abitazione (208 euro contro 194), trasporti (126 euro contro 123), beni e servizi vari (80 euro contro 76); mentre si spende meno per alimentari e bevande (161 euro contro 168), mobili ed elettrodomestici (92 euro contro 96), comunicazioni (13 euro contro 21), ricreazione e cultura (68 euro contro 73).

Il dato più significativo dello studio è rappresentato dalla diminuzione, anche nominale, dei prezzi dei prodotti ad alto contenuto tecnologico, andamento dovuto a diversi fattori quali il progresso tecnologico, la delocalizzazione produttiva in zone del mondo meno costose per la produzione ed un rapporto di cambio euro/dollaro più favorevole.

L’evoluzione dei prezzi dei prodotti tecnologici ha influito anche sull’inflazione del comparto delle comunicazioni, che ha registrato una diminuzione in termini reali di poco superiore al 36% (per effetto di una riduzione del 64,7% del costo delle apparecchiature, del 29,3% dei servizi di telefonia e di una stabilità dei servizi postali), e dei servizi ricreativi (-6,4% la diminuzione dei prezzi reali nel periodo in esame), aggregato che pur registrando per molte voci diminuzione dei prezzi ha beneficiato in larga parte della riduzione di oltre il 36% del prezzo in termini reali, degli apparecchi audiovisivi, fotografici ed informatici.

Leggermente superiore all’inflazione (+1,6% nell’intero periodo in esame) è risultato l’andamento dei prezzi del capitolo relativo all’abbigliamento e alle calzature. Gli aumenti più sensibili hanno riguardato, nel complesso del decennio 1995-2005 il capitolo relativo alle bevande alcoliche ed ai tabacchi (+21,4% i prezzi rispetto al dato medio dell’inflazione) su cui ha pesato la forte tendenza al rialzo del prezzo dei tabacchi registrata negli anni più recenti e da ricondursi alle politiche, comuni a quasi tutti i Paesi europei, volte a disincentivarne il consumo.
Di un certo rilievo risultano anche gli aumenti del settore abitazione, acqua ed energia (+7,0%), al cui interno spiccano crescite dei prezzi reali superiori al 32% per l’acqua potabile e del 14% per la raccolta rifiuti e gli affitti. Per contro la voce relativa all’energia mostra nel complesso una certa stabilità, tendenza interrottasi nell’ultimo anno.

Un discorso a parte, secondo lo studio di Confcommercio, va dedicato al comparto dei servizi vari, il cui aumento in termini reali è stato complessivamente del 5,0%, ma al cui interno si distinguono i fortissimi aumenti registrati dalle assicurazioni (poco più dell’81%) e dai servizi finanziari (circa il 55% dovuto ad un aumento superiore al 75% per i servizi di Bancoposta e del 33% per i servizi bancari).

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