INFLAZIONE. Dati Istat, Confcommercio: “I prezzi tengono nonostante il petrolio” (3)

La stima preliminare sull’andamento dei prezzi al consumo nel mese di agosto indica la sostanziale tenuta dell’inflazione italiana, con la tendenza ad una stabilità dei tassi di crescita dei prezzi su valori di poco superiori al 2%, anche nel confronto con le dinamiche registrate in Europa, nonostante il permanere di forte tensioni sui mercati internazionali dei prezzi delle materie prime energetiche. È questo il commento del Centro Studi di Confcommercio riguardo le stime preliminari sull’inflazione diffuse oggi dall’Istat.

"Tali pressioni – spiega il Centro Studi – continuano a essere attenuate da una evoluzione sostanzialmente contenuta dei prezzi dei beni e di molti servizi di largo e generale consumo e le tensioni che emergono dal settore alimentare vanno lette come elementi di carattere temporaneo: le specifiche situazioni dei mercati di alcuni prodotti come pollo, olii e pesce e il confronto con un periodo nel quale lo scorso anno si registrava una decisa tendenza alla diminuzione".

"Inoltre – sottolinea la nota – il comportamento delle imprese delle distribuzione, che tende ormai da un biennio ad assorbire i maggiori oneri derivanti dagli aumenti dei costi di gestione, trasporto ed energia, è legato anche alla necessità di non deprimere ulteriormente una domanda per consumi di beni da parte delle famiglie che stenta a recuperare una certa dinamicità".

Secondo Confcommercio, l’andamento è confermato dagli ultimi dati sulle vendite al dettaglio in sede fissa, che anche nel mese di giugno hanno registrato una modesta evoluzione in valore. "L’incremento dell’1,3% – si legge al termine del comunicato – sottintende dati quantitativi decisamente più contenuti ed andamenti articolati tra le diverse tipologie commerciali ed aree geografiche, evidenziando elementi di più spiccata difficoltà per le piccole imprese e nelle regioni meridionali".

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