INFLAZIONE. Dati Istat. Critiche le associazioni Codacons, Federconsumatori e Adiconsum (2)

Critiche le associazioni Codacons, Federconsumatori e Adiconsum riguardo la stima preliminare dell’Istat sull’andamento dei prezzi al consumo nel mese di agosto. "L’inflazione stabile al 2,2% ad agosto è solo una illusione dovuta agli esercizicommerciali in gran parte chiusi in questo mese per le ferie estive – commenta il Codacons, che minaccia ancora uno sciopero della spesa – Essendo buona parte dei negozi di piccole dimensioni chiusi nel mese di agosto, è ovvio che i prezzi non hanno potuto subire variazioni significative. La vera impennata dei listini si prevede a settembre, quando cioè gli esercizi riapriranno i battenti ritoccando come tutti gli anni i prezzi al rialzo".

Anche Federconsumatori critica le stime Istat: "Per noi, ma soprattutto per le famiglie italiane, la realtà dei prezzi e delle tariffe è un’altra cosa! Infatti, oltre agli aumenti per le vacanze, che purtroppo sempre meno le famiglie italiane si possono permettere di fare, vi sono stati sensibilissimi aumenti su tutti i prodotti energetici e che hanno oltre tutto influito nella determinazione dei prezzi di beni di largo consumo a partire da quelli fondamentali dell’alimentazione".

Federconsumatori propone , inoltre, di andare nella direzione di una profonda modifica riorganizzativa per riassettare ruoli e funzioni fondamentali dell’istituto di ricerca e statistica almeno in tre direzioni: una radicale riorganizzazione delle voci del paniere per una maggiore aderenza al reale consumo delle famiglie italiane; una radicale e quanto mai immediata modifica dei pesi relativi alle voci del paniere che non corrispondono più agli effettivi costi sostenuti dalle famiglie; una revisione ed un netto miglioramento dei sistemi di rilevazione territoriale dei prezzi, anche adeguandoli ai nuovi sistemi informatici che sono di utilizzo normale nel lavoro quotidiano di ogni impresa.

Infine, Adiconsum dichiara: "Negli anni passati abbiamo assistito ad una tendenza negli acquisti sempre più rivolta ai prodotti di marca e di qualità. Questa tendenza si è invertita nell’ultimo anno con un aumento degli acquisti negli hard-discount e conferma il minor potere d’acquisto delle famiglie che ha avuto come conseguenza un contenimento delle spese e un trasferimento verso prodotti e strutture a basso costo".

"Il minor potere d’acquisto – continua l’associazione – ha avuto anche un duplice effetto sulla struttura commerciale: i grandi supermercati per restare concorrenziali (soprattutto nei confronti degli hard-discount) hanno ampliato le loro offerte includendo anche i prodotti "primo prezzo"; per contro gli hard-discount hanno migliorato e ampliato la loro offerta e modificato la loro organizzazione interna per restare concorrenziali nei confronti dei supermercati tradizionali.

Al Governo Adiconsum chiede provvedimenti di controllo e monitoraggio per impedire una ripresa dell’inflazione in autunno con iniziative forti di una maggiore concorrenza su carburanti, elettricità e gas.

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