INFLAZIONE. Istat rileva: “Ad aprile sale al 2,2%”. I commenti dei consumatori

Ad aprile l’inflazione sale al 2,2% rispetto all’aumento tendenziale del 2,1% registrato a marzo. A rilevarlo è l’Istat aggiungendo che sulla base della stima provvisoria l’aumento dei prezzi al consumo in un mese è stato pari a +0,3%.

I dati sono per le associazioni dei consumatori "inattendibili", "sottostimati", "non credibili". "L’Istat continua a dare i numeri – rileva il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti – senza correggere errori gravissimi su carovita e retribuzioni. Il Parlamento – per l’associazione dei consumatori – dovrebbe avviare una Commissione di inchiesta per verificare le gravissime responsabilità statistiche dell’Istat, che ha contribuito ad impoverire milioni di famiglie italiane". Per Lannutti occorrerebbe anche "varare un ammortizzatore sociale sui prezzi dei carburanti per impedire che lo Stato possa incassare dagli aumenti delle benzine più di quanto è dovuto".

La Federconsumatori sottolinea che "il 2,2% di aumento per il mese di aprile non è ancora un dato attendibile e non è compatibile con tutti gli aumenti generati dal caro-petrolio arrivato a circa 73 dollari al barile". L’aumento della benzina, calcola il presidente dell’associazione Rosario Trefiletti, costa "circa 490 euro all’anno per famiglia. Come può l’inflazione essere solo al 2%?".

"E’ evidente come a fronte dell’impennata dei prezzi dei carburanti registrata ad aprile, agli aumenti delle bollette energetiche e alle ripercussioni sui prezzi dei beni trasportati – afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons un’inflazione al 2,2% appaia chiaramente sottostimata. Le tensioni nel settore energetico infatti hanno avuto riflessi ben più pesanti sulle famiglie, che per l’Istat sono pressoché invisibili".

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