INFLUENZA AVIARIA. Kyprianou: “Mantenere elevato il grado di sorveglianza sugli uccelli”

Per il commissario europeo alla sanità Markos Kyprianou "non si può abbassare la guardia di fronte alla minaccia che l’influenza aviaria rappresenta per l’Europa e per il resto del mondo, verosimilmente ancora per lunghi mesi". Il commissario europeo ha così commentato la presentazione dei risultati epidemiologici sulla sorveglianza europea degli uccelli selvatici che sono stati illustrati ieri alla conferenza scientifica internazionale sull’influenza aviaria a Roma.

Negli ultimi 10 mesi sono stati realizzati in Europa circa 100.000 test per ricercare l’eventuale presenza in uccelli selvatici del virus dell’influenza aviaria ad alta virulenza H5N1. Negli ultimi mesi – tra febbraio e maggio – in occasione della migrazione degli uccelli, sono stati individuati 741 casi di influenza aviaria in 13 stati membri. Il numero più elevato é stato registrato in Germania (326), Austria (117) e Polonia (64). I casi meno numerosi, in Italia e Ungheria (con 16 casi ciascuno), Repubblica Ceca (14), Slovacchia (2) e Regno Unito (1). Per prepararsi ad un’eventuale epidemia di influenza aviaria – ha indicato Philip Tod, portavoce del commissario Kyprianou – la Commissione europea ha invitato i ministri della salute dell’Ue, che si riuniscono venerdì a Lussemburgo, a prendere la decisione politica di creare o meno una scorta strategia europea di farmaci antivirali.

Kyprianou ha indicato che proprio "la stretta sorveglianza degli uccelli selvatici e del pollame è stato uno dei fattori chiave della strategia europea per respingere il virus: il sistema di sorveglianza rappresenta uno strumento fondamentale in quanto contribuisce a ridurre al minimo il rischio di introduzione e di diffusione della malattia".

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