INFLUENZA AVIARIA. Turco: “Italia ben attrezzata contro il virus”

"L’Italia è ben attrezzata contro l’influenza aviaria e comunque nessun allevamento è stato contagiato". E’ quanto ha affermato il Ministro della Salute Livia Turco nel corso di una conferenza stampa per illustrare le nuove linee guida messe a punto dall’Unità Centrale di Crisi per prevenire e contrastare eventuali emergenze conseguenti al possibile manifestarsi di focolai di influenza aviaria nella prossima stagione autunno-invernale.

"Per verificare la capacità di risposta delle unità di crisi – ha aggiunto il Ministro – sono state effettuate 3 simulazioni di intervento in Toscana, Sicilia e Veneto. Abbiamo potuto riscontrare un efficiente livello di preparazione e risposta. L’obiettivo è superare la cultura dell’emergenza e convivere senza drammi con un virus che è presente stabilmente in alcune zone del pianeta. Per questo è giusto informare i cittadini in modo compiuto su quanto si sta facendo". Nel corso della conferenza sono stati resi noti nache i dati del Piano di monitoraggio negli uccelli selvatici del Ministero: 11.890 i campioni testati che, oltre ai 19 cigni positivi, non hanno evidenziato la presenza del virus ad alta patogenicità.

L’ultimo caso di morte di un animale per influenza aviaria risale allo scorso 30 giugno: si trattava di un uccello selvatico nei Paesi Baschi in Spagna. Questo è il primo caso di infezione da virus H5N1 rilevato dopo più di un mese dall’ultimo caso in uccelli selvatici nell’Unione europea. Secondo il Ministero questo sottolinea la necessità di proseguire la sorveglianza epidemiologica. In Italia la profilassi sanitaria nazionale nei confronti dell’influenza aviaria si concentra sulla sorveglianza regolare, sull’applicazione di misure d biosicurezza e sul controllo delle importazioni mediante misure di restrizione alle importazioni da paesi terzi.

L’Italia si trova in una posizione intermedia tra zone infette: Africa e Asia (Siberia). "A partire dal 20 agosto- ha spiegato il Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta -potrebbero arrivare in Italia i primi flussi di uccelli migratori da zone dove il virus è presente". "Si tratta – precisa il Capo Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti Romano Marabelli – di zone dalle quali sono bloccate le importazioni di pollame".

Marabelli ha anche annunciato l’avvio di una "Collaborazione con la Russia, intesa che ci consente di avere informazioni dirette anche in questo periodo in cui gli animali sono in Siberia in attesa di andare in Africa". E’ stata inoltre annunciato un vademecum che Regioni e Province autonome riceveranno nei prossimi giorni: nella pubblicazione le misure che nell’emergenza passata hanno dati buoni risultati.

Comments are closed.