INFLUENZA AVIARIA. Ue dice “No” al divieto di caccia

La Commissione Europea non ritiene necessario per ora imporre a livello europeo un bando della caccia sui territori nazionali e lascia agli Stati membri anche la scelta delle zone a rischio in cui limitare o impedire i contatti tra il pollame vivo e gli uccelli selvatici. Ne ha dato notizia il portavoce del commissario Ue alla protezione dei consumatori Markos Kyprianou.

La caccia è stata invece vietata in Turchia dopo la scoperta del virus H5N1 nella regione nord-occidentale del paese. Le autorità turche hanno anche invitato i cacciatori ad evitare ogni contatto con gli uccelli migratori. "La Commissione indicherà criteri comuni di valutazione dei rischi, ma spetterà poi agli Stati membri determinare quali sono le zone a rischio e prendere le misure proporzionate", ha detto ancora Tod, ricordando che le misure possono includere anchel’obbligo di tenere in gabbia il pollame.

Per quanto riguarda i vaccini invece la Commissione ha raccomandato agli Stati membri di aumentare i livelli di vaccinazione contro l’influenza stagionale già prevista per i gruppi a rischio (anziani, bambini e individui con sistema immunitario debole o con malattie respiratorie) e "di fare stock di antivirus come arma preventiva per far fronte all’eventualità di una pandemia".

Intanto il Ministro della Salute, Francesco Storace, ha fatto sapere che è prevista per oggi la firma per l’autorizzazione alla spesa di 50 milioni per l’acquisto di sei cicli di farmaci antivirali da utilizzare per il 10% della popolazione, nell’eventualità di una pandemia di influenza.

 

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