INFORMAZIONE. Appello Donne e Media: primi successi nel contratto Rai

Migliorare la rappresentazione della figura femminile trasmessa dalla tv e dai mezzi di comunicazione nel nostro Paese: nasce con questo obiettivo il piano di riforme dell’Appello Donne e Media lanciato in Rete a novembre 2009 da Gabriella Cims, promotrice dell’Appello e Responsabile Osservatorio Direttiva Ue Servizi Audiovisivi. Dalla protesta si è passati alla proposte e sono stati adottati dalla Rai 12 nuovi impegni che corrispondono a diritti per le donne da far valere in modo che la televisione avvii un nuovo corso nella rappresentazione del mondo femminile.

Il primo obiettivo che si è promosso l’Appello è stato la riforma del contratto di servizio Rai e, informano i promotori, "è oggi una realtà: 12 nuovi impegni per la Rai che sono anche 12 nuovi diritti per le donne e gli uomini da far valere per chiedere alla tivù pubblica un nuovo corso nella rappresentazione delle donne, più rispettosa della dignità umana, culturale e professionale e slegata dagli stereotipi riduttivi della realtà femminile. Se abbiamo avuto successo in questo primo obiettivo, è anche grazie alla "massa critica" che abbiamo attivato attorno alle soluzioni concrete messe in campo".

L’appello promosso nel 2009 sottolineava un fenomeno: "Si potrebbe evitare
di condire ogni contesto di trasmissione televisiva con un pezzo di carne di donna. Perché è di questo che si tratta quando accanto al conduttore di turno, che in genere incarna l’autorevolezza, si espone una forma corporea femminile della cui testa – senza metterne in dubbio l’esistenza – il più delle volte nulla è dato sapere".

Nel contratto di servizio Rai, approvato il 3 febbraio in CdA Rai, viene evidenziato nell’articolo due che "la concessionaria è tenuta a realizzare un’offerta complessiva di qualità, rispettosa dell’identità, dei valori e degli ideali diffusi nel Paese, della sensibilità dei telespettatori e della tutela dei minori, rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale della donna". E ci si impegna a "valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità di ruoli del mondo femminile" anche con seminari interni, "promuovere e valorizzare un nuovo corso nell’impiego della figura femminile".

Nel punto sette è scritto inoltre che "la Rai opera un monitoraggio, con produzione di idonea reportistica annuale, che consenta di verificare il rispetto circa le pari opportunità nonché la corretta rappresentazione della dignità della persona nella programmazione complessiva, con particolare riferimento alla distorta rappresentazione della figura femminile e di promuovere un’immagine reale e non stereotipata".

I prossimi passi saranno la realizzazione di un tavolo di confronto per l’adozione di un codice Donne e Media condiviso e l’Istituzione di un Comitato che ne monitori l’applicazione e promuova iniziative idonee.

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