INFORMAZIONE. Cassazione: “Diritto di critica va motivato con giudizio di disvalore”

Per il corretto esercizio del diritto di critica è necessario motivare in modo congruo il giudizio di disvalore, che incide sull'onore o la reputazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (Sezione Terza n. 27141 del 19 dicembre 2006), secondo cui il diritto di critica non si estrinseca, come quello di cronaca, nella mera narrazione dei fatti ma in un'opinione che, in quanto tale, non può che essere soggettiva. In quanto manifestazione del punto di vista della persona che la esprime, la critica, per non sfociare nella lesione della reputazione, deve essere corredata da adeguate motivazioni di disapprovazione morale.

 

"Il diritto di critica, – precisa la Corte – non diversamente da quello di cronaca, è condizionato, quanto alla legittimità del suo esercizio, dal limite della continenza, sia sotto l’aspetto della correttezza formale dell’esposizione, sia sotto quello sostanziale della non eccedenza dei limiti di quanto strettamente necessario per il pubblico interesse, e dov’essere accompagnato da congrua motivazione del giudizio di disvalore incidente sull’onore o la reputazione".

 

"Tuttavia, – dichiara la Cassazione – allorquando la narrazione di determinati fatti, per essere esposta insieme ad opinioni dell’autore, rappresenti nel contempo esercizio del diritto di cronaca e di quello di critica, la valutazione di continenza non può essere condotta sulla base degli indicati criteri di natura essenzialmente formale, ma deve lasciare spazio alla interpretazione soggettiva dei fatti esposti, in modo che la critica non può ritenersi sempre vietata quando sia idonea ad offendere la reputazione individuale, essendo, invece, decisivo, ai fini del riconoscimento dell’esimente, un bilanciamento dell’interesse individuale alla reputazione con quello alla libera manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita, il quale è ravvisabile nella pertinenza della critica di cui si tratta all’interesse dell’opinione pubblica alla conoscenza del fatto oggetto della critica".

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