INFORMAZIONE. Cronaca, Suprema Corte: “Occultare fatti significativi può costituire diffamazione”

Nascondere particolari significativi può attribuire valore diffamatorio alla cronaca giornalistica (Cassazione Sezione Terza Civile, sentenza n. 11259 del 16 maggio 2007). "Sul giornalista – afferma infatti la Corte di Cassazione – grava l’onere (anche processuale) di dimostrare la bontà del metodo di lavoro usato, la diligenza approntata, la attendibilità delle fonti utilizzate. E’ legittimo l’esercizio del diritto di cronaca quando sia riportata la verità oggettiva (o anche solo putativa) purché frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca dei fatti esposti, che non può ritenersi rispettata quando, pur essendo veri i singoli fatti riferiti, siano dolosamente o anche soltanto colposamente, taciuti altri fatti, tanto strettamente ricollegabili ai primi da mutarne completamente il significato".

Secondo la Suprema Corte, nell’informazione ogni accostamento di notizie vere è lecito, sempre che esso non determini un ulteriore significato che le trascenda e che abbia autonoma capacità lesiva della persona. Il redattore, infatti, non può limitarsi ad una valutazione formale degli elementi, ma deve scegliere attentamente l’uso degli espedienti stilistici, i quali possono fornire ai lettori (al di là di un’apparente correttezza espositiva) pareri negativi sul soggetto descritto.

Comments are closed.