INFORMAZIONE. Ddl intercettazioni, Istituto Innovazione: no a obbligo rettifica per siti informatici

Eliminare l’obbligo di rettifica per tutti i "siti informatici" e limitarne l’applicazione solo a testate telematiche soggette a registrazione e realizzate nell’ambito di una struttura professionale e redazionale, perché altrimenti risulta a rischio l’informazione online: è il contenuto della lettera aperta inviata dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione ai presidenti dei gruppi parlamentari del Senato.

La scorsa settimana, rileva l’Istituto, la Camera dei Deputati ha approvato nell’ambito del c.d. "ddl intercettazioni" una norma che prevede l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto per l’editoria a tutti i "siti informatici". L’Istituto chiede di eliminare questo provvedimento, da più parti contestato, perché "rischia di determinare – si legge nella lettera – un’inammissibile limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete che spingerebbe, rapidamente, l’Italia in una posizione ancor più arretrata di quella che attualmente occupa (è quarantaquattresima) nelle classifiche internazionali sulla libertà di informazione".

Prevedendo per i siti informatici lo stesso obbligo di rettifica delle testate giornalistiche, si esporrebbero i responsabili dei siti "al rischio di vedersi irrogare sanzioni pecuniarie che, nella più parte dei casi, appaiono idonee a determinare l’immediata cessazione di ogni attività di informazione online".

La lettera evidenzia che "l’istituto della rettifica – già anacronistico ed inefficace nel mondo dei media tradizionali – risulta privo di ogni utilità nel contesto telematico nell’ambito dei quale ciascuno è – salvo casi eccezionali – sempre libero di contrapporre ad un’informazione, un’altra informazione di segno opposto ed idonea, come tale, a rettificare quella originaria senza l’esigenza di alcuna collaborazione da parte dell’autore di quest’ultima". Da qui la richiesta di presentare e votare un emendamento che chiarisca che l’obbligo di rettifica (previsto dal comma 28 dell’articolo 1 del ddl intercettazioni) "deve applicarsi esclusivamente ai siti informatici di testate telematiche soggette all’obbligo di registrazione alla stregua di quanto disposto dalla Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 ovvero ai soli siti internet attraverso i quali vengono diffuse informazioni prodotte nell’ambito di un processo professionale realizzato nell’ambito di una struttura imprenditoriale e redazionale".

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