INFORMAZIONE. Ddl intercettazioni, si prepara la mobilitazione di Consumatori e Giornalisti

Accelerazione sul ddl intercettazioni: la Commissione Giustizia del Senato ha infatti approvato la parte che prevede condanne per gli editori che pubblicheranno indagini e intercettazioni prima dell’udienza preliminare, con sanzioni che sfiorano il mezzo milione di euro. Non sono ancora state approvate, ma sono previste nel ddl, le sanzioni per i giornalisti: la condanna fino a 2 mesi di carcere o l’ammenda da 2.000 a 10.000 euro per la pubblicazioni degli atti anche per riassunto; una sanzione fino a 2 mesi di carcere e un’ammenda da 4.000 a 20.000 euro per la pubblicazione delle intercettazioni. La stretta sulla libertà di stampa ha sollevato l’immediata protesta della Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), che chiama i giornalisti alla mobilitazione permanente, annuncia uno sciopero nazionale e afferma che, se il provvedimento verrà approvato, verrà presentato ricorso alla Corte Europea di Giustizia per i diritti dell’uomo.

Contro la legge immediata anche la posizione di Federconsumatori: "Già più volte abbiamo ribadito la nostra contrarietà ai tentativi di mettere in discussione uno strumento fondamentale per le indagini quali sono, appunto, le intercettazioni. Uno strumento che, se potenziato, avrebbe potuto evitare l’insorgere di casi Cirio, Parmalat, ecc. A maggior ragione oggi, proprio in un momento in cui stanno venendo a galla innumerevoli fenomeni di corruzione ed irregolarità, ci chiediamo come si fa anche solo ad ipotizzare di mettere a tacere le intercettazioni? È questo che migliaia di cittadini indignati stanno segnalando alle nostre sedi".

"L’intollerabile attacco alla libertà di stampa e di espressione votato ieri alla Commissione Giustizia in Senato, con il quale si vorrebbe mettere il bavaglio alle intercettazioni, è un vero e proprio insulto all’intelligenza", ha detto Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori. L’associazione annuncia che metterà in azione "ogni iniziativa di carattere politico, legale, anche referendario, per far sì che il diritto all’informazione ed alla trasparenza non siano minati da questi provvedimenti. Intanto, abbiamo già dato mandato alla nostra Consulta Giuridica di studiare un eventuale appello da presentare alla Corte di Giustizia Europea e alle Autorità internazionali competenti, qualora il testo di legge sulle intercettazioni dovesse essere approvato".

La Federazione della Stampa annuncia la mobilitazione. Il segretario generale della FNSI Franco Siddi ha dichiarato: "Il voto della maggioranza della Commissione Giustizia del Senato sul ddl intercettazioni è una brutta pagina. Faremo di tutto perché sia cancellata ricorrendo a tutti i mezzi possibili. Le norme che vietano il diritto di cronaca, persino su atti non più coperti da segreto, che impediscono ai cittadini di sapere come procedono le inchieste giudiziarie, di avere notizia dei misfatti di corrotti e corruttori sono di una gravità inaudita".

"Questa legge – scrive la FNSI – rende le notizie di cronaca un crimine e punta a nascondere, vietandone ogni notizia, le malefatte dei corrotti e i crimini più odiosi contro le persone. Manda invece in galera i giornalisti, strangola, con le multe, gli editori, chiude in camera blindata le informazioni. Non è in gioco un privilegio dei giornalisti ma la disponibilità dell’informazione come bene pubblico dei cittadini. Adesso è caduto anche l’ultimo velo, quello della privacy che – avevamo sempre denunciato – era ed è una scusa paravento, un inganno. Ed è evidentissimo come si voglia punire chiunque possa disturbare il manovratore solo perché dispone – e lealmente le offre ai cittadini – delle informazioni di interesse pubblico. La Fnsi chiama i giornalisti alla mobilitazione permanente; invita i comitati di redazione a segnalare ogni giorno, usando anche gli strumenti del contratto, tutti i casi di notizie che d’ora in poi saranno interdette, se la legge avrà il varo definitivo, a fare ancora più informazione sulle vicende che si vogliono oscurare e a chiedere ai Direttori di listare a lutto le loro testate finché non ci sarà un ravvedimento nel corso dell’ulteriore processo parlamentare". La Federazione propone uno sciopero generale e un’iniziativa che coinvolga tutta la società civile. E annuncia: "Un minuto dopo l’eventuale varo finale della legge sulle intercettazioni secondo i criteri con cui sta emergendo dalla Commissione Giustizia del Senato, sarà presentato ricorso alla Corte Europea di Giustizia per i diritti dell’uomo, insieme con la Federazione Internazionale dei Giornalisti".

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