INFORMAZIONE. Editoria, si apre qualche spiraglio per i fondi ai consumatori

Fondi per l’editoria: i giochi per l’emittenza radiotelevisiva e forse per le pubblicazioni dei consumatori non sono ancora chiusi. "Non escludiamo che il decreto legge incentivi contenga i fondi per l’emittenza radio e tv tagliati dal decreto milleproroghe": questo quanto detto mercoledì scorso ai microfoni di CNRmedia dal sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, che quindi si è impegnato a ripristinare i fondi per l’emittenza anche se non ha parlato delle pubblicazioni e dei giornali dei consumatori. Allo stesso tempo, risale allo scorso mercoledì 10 marzo l’approvazione da parte della Commissione Cultura della Camera di un parere "condizionato"sullo schema di Decreto del Presidente della Repubblica relativo al riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria: nel parere sono raccomandati il ripristino dei contributi per l’emittenza radiofonica e televisiva locale, per i giornali italiani all’estero e per quelli dei movimenti dei consumatori.

Quale dunque i termini del dibattito? Il decreto milleproproghe ha recuperato i contributi per l’editoria in modo parziale – viene ripristinato il diritto soggettivo per giornali di partito, cooperative e testate no profit – ma ha tagliato su radio e tv locali e nazionali e sui giornali delle associazioni dei consumatori, sollevando così la protesta delle emittenti e dei Consumatori stessi.

La VII Commissione Cultura della Camera, ricorda il settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo della Federazione Radio Televisioni, ha dunque espresso mercoledì scorso il proprio parere favorevole allo "Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria" a condizione che:" occorre altresì prevedere, in tempo utile per la presentazione delle domande al Dipartimento per l’informazione dell’editoria, la concessione di particolari agevolazioni per l’emittenza radiofonica e televisiva locale e per i giornali italiani all’estero e per i giornali dei movimenti dei consumatori, dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3210 di conversione in legge del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194 (il cosiddetto decreto legge «Milleproroghe»), convertito nella legge 26 febbraio 2010, n. 25, dell’emendamento che ha soppresso le provvidenze per questi specifici settori".

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