INFORMAZIONE. Internet è controllato anche nelle democrazie

"Internet è sotto controllo e sorveglianza, anche nei paesi democratici". Dopo aver lanciato l’appello, insieme ad Amnesty International, per togliere la censura dalla rete, Reporter senza Frontiere, l’organizzazione internazionale per la difesa della libertà di espressione, pubblica oggi il Rapporto "I nemici di internet". I Paesi in cui il web è sotto censura sono 22. I 12 nemici di Internet sono Arabia Saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Iran, Uzbekistan, Siria, Tunisia, Turkmenistan e VietNam. Questi Paesi hanno trasformato tutte le loro reti in intranet, impedendo così agli internauti di accedere alle informazioni giudicate "indesiderabili".

"Questi paesi si distinguono non soltanto per la loro capacità di censurare le informazioni on line, ma anche per la repressione quasi sistematica che esercitano sugli internauti scomodi" dichiara l’organizzazione.

Ma ci sono altri 10 paesi che Reporter senza Frontiere ha definito "sotto sorveglianza", avendo essi adottato alcune inquietanti misure che aprono la strada a possibili abusi. Particolarmente delicata è la situazione in Australia e in Corea del Sud, dove recenti interventi potrebbero mettere in pericolo la libertà di espressione su Internet.

Una recente notizia di cronaca arriva dalla Corea del Sud, dove il 7 gennaio 2009 un blogger è stato arrestato per aver leso "agli scambi economici dei mercati e alla credibilità della nazione" pubblicando degli articoli su alcuni forum di discussione tra i più importanti del paese. Oggi è ancora nella condizione di detenuto.

"Non solo la rete è sempre più controllata, ma iniziano a comparire anche nuove forme di censura, che manipolano l’informazione. Commenti teleguidati messi sui siti internet più consultati e pirateria informatica orchestrata dai governi censori confondono l’informazione sul web" spiega l’organizzazione.

Ad esempio in Cina, per limitare il dilagare di critiche su internet rispetto alle Olimpiadi di Pechino di agosto 2008, alcuni internauti sono stati pagati dal Governo per lasciare commenti positivi e pro-governativi sui forum di discussione on line, dove stavano avvenendo questi dibattiti. Chiamati 5 centesimi, nome che si riferisce al compenso ricevuto per ogni commento, questi hanno contribuito alla manipolazione dell’informazione.

Putroppo esempi del genere hanno coinvolto anche l’ultima offensiva israeliana a Gaza, a gennaio 2009: alcuni hacker marocchini, libanesi, turchi, egiziani e iraniani, hanno lanciato attacchi contro i siti israeliani. Circa 10mila pagine web con il dominio ".co.il" sono state il bersaglio; gli israeliani hanno immediatamente risposto: un esercito di blogger difende ardentemente lo Stato Ebraico si Internet.

Attualmente 70 dissidenti della rete sono dietro le sbarre per aver pubblicato informazioni su internet. La Cina conserva il triste record di prigione di cyber dissidenti più grande al mondo; al secondo posto c’è il VietNam.

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