INFORMAZIONE. L’Ue occupa il 2% del totale delle notizie italiane. Lo dice l’Osservatorio di Pavia

Sui media italiani le notizie direttamente legate all’Unione europea hanno occupato, a gennaio e febbraio di quest’anno, il 2% del totale del tempo dedicato all’informazione da televisioni e radio. E’ quanto ha rilevato l’Osservatorio di Pavia che, nell’ambito del convegno "Europa e cittadini: quale informazione?", ha presentato oggi un monitoraggio, relativo ai primi due mesi del 2008, sull’informazione europea offerta in Italia.

"Comunicazione radiotelevisiva tra realtà e percezione" è stato questo il titolo del primo panel di discussione al convegno su "Europa e cittadini: quale informazione". L’Osservatorio di Pavia, che monitora le televisioni e le radio italiane da gennaio 2006, ha presentato appunto i dati relativi al primo bimestre del 2008, sull’informazione europea che viene data in Italia.

Le emittenti prese in considerazione sono state 21, di cui 9 reti televisive e 12 stazioni radiofoniche; l’orario monitorato è stato quello tra le 7 e le 24 e la tipologia delle trasmissioni è stata quella dei notiziari e dei programmi di approfondimento. Il risultato dell’Osservatorio è stato che le notizie direttamente legate all’Unione europea hanno occupato, nei mesi di gennaio e febbraio del 2008, il 2% del totale del tempo monitorato. C’è da sottolineare anche il fatto che questa percentuale è stata rilevata sul pertinente dell’agenda informativa delle Tv e delle radio, escludendo quindi dal calcolo le notizie di cronaca, gossip ecc. La percentuale altrimenti sarebbe stata ancora più bassa.

Le categorie tematiche a cui è stata rivolta l’attenzione maggiore sono state: economia e finanza, politica estera, giustizia e ambiente. Tra i soggetti individuali più citati il primo posto è occupato dall’Unione europea, mentre il Parlamento europeo è all’ottavo posto.

E questo dimostra il fatto che quando si parla di Europa, in Italia, lo si fa in modo generale, confondendo spesso i termini e le istituzioni tra di loro, e lo si fa a corollario delle notizie nazionali, come prolungamento dei temi che occupano la scena italiana. Ultimo è l’esempio della diossina nelle mozzarelle di bufala; ma la stessa cosa è successa per la mucca pazza o per i rifiuti in Campania.

"Insomma l’Europa passa se c’è l’Italia" ha dichiarato Tiziana Di Simone, che cura il programma radiofonico "In Europa", trasmesso ogni sabato mattina da Rai-Radio 1. I media generalisti continuano a non essere attirati dall’Europa.

"Si parla di Unione europea quando c’è un blocco, quindi in modo negativo, o quando c’è un summit europeo, ma in quel caso si parla praticamente solo della delegazione italiana, quindi si rischia di avere 27 notizie diverse" ha affermato Michel Theys, direttore di EuroMedia services. Bisogna evitare che l’euroentusiasmo svanisca del tutto, proiettando la sfiducia democratica anche sulle istituzioni europee.

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