INFORMAZIONE. La pubblicità vista dal Giurì. Inaugurata una mostra a Torino

"Pubblicità con giudizio – 40 anni di pubblicità vista dal Giurì": s’intitola così la mostra sulle campagne pubblicitarie valutate, sospese e ritirate dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap), che dopo Milano e Roma approda oggi a Torino. L’esposizione, visitabile fino al 12 marzo, propone 50 tra manifesti e spot televisivi, a volte scioccanti, analizzati dal Giurì negli ultimi decenni, mostrando anche i giudizi espressi dall’Autorità, secondo le regole chiare stabilite da quel settore della comunicazione.

Sei le aree tematiche previste, tra le quali è compresa pure una specifica sezione sulle pubblicità che si rivolgono a bambini e adolescenti. "Questa mostra – spiega il curatore Liborio Termine – è una significativa testimonianza della nostra società; ne registra le evoluzioni e i cambiamenti, sia per quanto riguarda il sentire sociale, sia per le forme della comunicazione, che hanno radici antiche cui fanno da memoria e guida sagome che richiamano momenti esemplari della storia dell’arte".

L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Torino, è stata studiata e voluta proprio dall’Iap, che pur essendo un sistema di controllo privato, si pone come servizio per il pubblico allo scopo di tutelare i consumatori, garantire una leale concorrenza e proteggere la dignità culturale e professionale dello strumento pubblicitario.

"Pubblicità con giudizio" è stata concepita anche per sottolineare la dimensione etica di spot e manifesti: nel darsi e nel rispettare regole in sintonia con lo spirito del tempo, infatti, l’autodisciplina si dimostra strumento idoneo, in quanto soft law, per regolare un’attività che, pur prettamente economica, conserva un aspetto di libera manifestazione del pensiero. "Può essere questo un modello – sottolinea Giorgio Floridia, presidente dell’Iap – per alleggerire il peso che ormai schiaccia gli organi della giustizia statuale condannandoli all’inefficienza".

A margine della mostra, infine, viene fatta opera di divulgazione del nuovo Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, entrato in vigore il 21 gennaio, che allarga l’ambito di intervento del Giurì a quelle forme di comunicazione che non possono essere catalogate come pubblicità in senso stretto.

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