INFORMAZIONE. Multe Agcom, Consumatori: non siano pagate con i soldi del canone Rai

Le multe decise dall’Agcom nei confronti dei telegiornaliche hanno mandato in onda il soliloquio del presidente del Consiglio hanno un problema: per la Rai, saranno pagate dai soldi che derivano dal canone. Leggi: dai contribuenti. È quanto denunciano le associazioni dei consumatori che chiedono di far pagare le sanzioni direttamente alle persone fisiche e ai dirigenti coinvolti.

È di questo avviso, ad esempio, l’Adoc, che per voce del presidente Carlo Pileri commenta: "Pagare le sanzioni dell’Agcom con i soldi del canone è una presa in giro e un danno per i consumatori, danneggiati in questo modo sia dalla violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall’Agcom, sia dal pagamento della multa. Una vera e propria beffa per gli utenti, che certo non possono pagare di tasca propria violazioni di legge altrui. Per questo abbiamo inviato una richiesta all’Agcom affinché questa situazione non si verifichi, le sanzioni inflitte non possono e non devono essere saldate con gli incassi del canone. Nel caso della Rai, ad esempio, le sanzioni dovrebbero essere comminate ai responsabili della messa in onda in quanto persone fisiche".

Dello stesso avviso l’Aduc, che ricorda come la multa di oltre 358 mila euro complessivi per Tg1 e Tg2 verrà pagata dagli utenti, perché le televisioni pubbliche "scaricheranno i costi delle multe sull’utente, il quale sostiene la Rai con il canone. È una partita di giro: l’utente paga il canone al ministero dell’Economia, questo lo gira alla Rai, che viene sanzionata dall’Agcom, la cui multa finisce nelle casse del ministero dell’Economia".

Altroconsumo a sua volta ricorda che si svolgerà il 1° giugno la prima udienza davanti al Tribunale di Roma per l’azione collettiva risarcitoria lanciata dall’associazione per la "inadeguata fornitura del servizio pubblico d’informazione nel corso del 2010", con lo stop all’informazione deciso durante la campagna elettorale di marzo e l’introduzione della piattaforma a pagamento Tivusat. Si chiede un risarcimento del danno stimato in 500 euro a persona per gli utenti che, pur avendo pagato il canone, "non hanno potuto fruire di un’informazione obiettiva, imparziale e equilibrata".

Sulle multe di ieri, l’associazione commenta: "Tg1 e Tg2 sanzionati da Agcom per lesione della par condicio, con gli interventi del Presidente del Consiglio venerdì scorso 20 maggio in prime time, dimostrano l’attualità e l’emergenza di intervenire affinché la Rai riprenda l’attività di servizio pubblico nel rispetto dei diritti costituzionali di tutti gli utenti a un’informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata e degli impegni presi sottoscrivendo il contratto, appunto, di Servizio pubblico, per il quale si paga il canone".

"Dopo i richiami e la multa comminata al Tg1, già in diffida e sanzionato con 100 mila euro, la multa ai telegiornali rappresenta l’ultimo passaggio di un’inaccettabile situazione che va avanti da settimane. Questa multa dell’Agcom non è certo un fulmine a ciel sereno", afferma Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori , che sottolinea come a fronte della sovraesposizione mediatica del premier, specialmente nella televisione pubblica, "non è ammissibile che i contribuenti italiani siano costretti a pagare il canone perché poi qualcuno lo mandi in fumo. Per tutelare i cittadini, vittime di questa ingiustizia – annuncia Miozzi – presenteremo un esposto alla Corte dei Conti per il danno erariale. E i direttori del Tg1 e del Tg2 paghino il conto".

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