INFORMAZIONE. Pluralismo dei media, Commissione Ue propone programma in tre tappe

Un programma in tre tappe per favorire il pluralismo dei media in Europa. E’ la proposta ieri presentata dalla commissaria alla Società dell’informazione Viviane Reding e la vicepresidente Margot Wallström a seguito delle proposte scaturite dalla Conferenza di Liverpool sull’audiovisivo del 2005. "La comunicazione – ha detto Wallström – è la linfa vitale della democrazia che i media fanno circolare. Per questo le informazioni che veicolano devono essere complete, varie, critiche, attendibili, eque e degne di fiducia".

"Per il processo democratico negli Stati membri e nell’intera Unione europea è fondamentale mantenere il pluralismo dei mezzi di comunicazione di massa, che affrontano oggi profondi cambiamenti e riforme dettati dalle nuove tecnologie e dalla concorrenza globale – ha affermato Viviane Reding – Ciò presuppone una chiara comprensione della realtà giuridica ed economica in cui si muovono oggi i media europei, come intende fare il nostro piano in tre tappe".

In particolare, il programma "Reding-Wallström" prevede le seguenti tre tappe:

  • un documento di lavoro dei servizi della Commissione sul pluralismo dei media (presentato oggi), che descrive le azioni per promuovere il pluralismo avviate da terze parti e organizzazioni, in particolare l’importante lavoro del Consiglio d’Europa, ed illustra una prima indagine sintetica sui mercati dell’audiovisivo e della stampa scritta negli Stati membri. Si tratta di un’analisi di partenza che comprende informazioni sulle normative nazionali in merito alla proprietà dei media e agli svariati modelli normativi dei 27 Stati membri;
  • uno studio indipendente sul pluralismo dei media negli Stati membri dell’Ue che definisce e sperimenta alcuni indici concreti e obiettivi di valutazione del pluralismo dei media negli Stati membri dell’Unione europea (nel 2007);
  • una comunicazione della Commissione sugli indici di pluralismo dei media negli Stati membri dell’Ue (nel 2008), sulla quale sarà avviata un’ampia consultazione pubblica, per esaminare se sia opportuno applicare gli indici del pluralismo dei media, ad esempio nell’ambito di uno studio ulteriore.

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