INFORMAZIONE. Senato, via libera al ddl intercettazioni. FNSI e Consumatori protestano

Il Senato ha dato via libera al ddl sulle intercettazioni con 164 voti favorevoli e 25 contrari. Ora il testo emendato, sul quale il Governo aveva posto la fiducia, passerà all’esame della Camera dei deputati. Il Partito democratico ha abbandonato l’Aula per protesta, la Federazione Nazionale della Stampa annuncia la mobilitazione con giornali listati a lutto, manifestazioni generali e una giornata di silenzio e sciopero da far coincidere con la giornata di discussione finale del contestatissimo provvedimento.

Fra i provvedimenti previsti dalla normativa, ci sono limiti alle intercettazioni che saranno possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni; i telefoni potranno essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo e in caso di necessità con proroghe di tre giorni in tre giorni con provvedimento del gip. Per i reati più gravi (mafia, terrorismo, omicidio ecc.) le intercettazioni sono possibili per 40 giorni, più altri venti prorogabili. Gli atti delle indagini in corso potranno essere pubblicati solo con un riassunto. Gli editori che li pubblicano in modo testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori ci saranno 300 mila euro di multa, che saliranno a 450mila euro se si tratterà di intercettazioni di persone estranee ai fatti. Colpiti anche i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10000 euro se pubblicano intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto. Se il responsabile dell’inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d’ufficio o va in tv a parlare dell’inchiesta può essere sostituito dal capo del suo ufficio.

Durissimo il commento di Federconsumatori: "La gravissima ostinazione con cui il Governo porta avanti il testo sulle intercettazioni, conferma, ancora una volta, la volontà, nel nostro Paese, di elargire favori e regali a corrotti, imbroglioni e malfattori. Abbiamo sempre ribadito la nostra ferma contrarietà ai tentativi di mettere in discussione uno strumento fondamentale per le indagini quali sono, appunto, le intercettazioni. Strumento che, se potenziato, avrebbe potuto evitare l’insorgere di molte truffe tra cui quelle clamorose dei casi Cirio, Parmalat, ecc."

Mobilitazione dunque per i Consumatori. "La Federconsumatori aderirà e metterà in campo ogni iniziativa, di carattere politico, legale, anche referendario, per impedire che questa norma aberrante trovi applicazione nel nostro Paese e per far sì che il diritto all’informazione ed alla trasparenza non siano messi in discussione, come invece questi provvedimenti vogliono fare", ha dichiarato il presidente Rosario Trefiletti.

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