INFORMAZIONE. The Press Emblem Campaign: il massacro dei giornalisti, 59 uccisi in sei mesi

Giornalisti sempre più in pericolo. Le ragioni sono diverse ma tutte riguardano la testimonianza di problemi interni ai paesi, dalle attività delle organizzazioni criminali ai conflitti fra governi e opposizioni, dalle lotte politiche alle tensioni tribali. Ma il risultato è un bagno di sangue: nei primi sei mesi di quest’anno, da gennaio a fine giugno, 59 giornalisti sono stati uccisi in 25 paesi del mondo. Si tratta di un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2009, quando i giornalisti uccisi erano stati 53. È quanto testimonia l’associazione The Press Emblem Campaign, che oggi ha denunciato questi omicidi.

Il segretario generale Blaise Lempen ha evidenziato come i giornalisti siano particolarmente esposti al pericolo dove testimoniano dei conflitti e dei problemi interni ai paesi, e ha chiesto ai governi e alla comunità internazionale di agire con fermezza per porre fine a questi omicidi e portare i responsabili dei crimini davanti alla giustizia.

Il paese più pericoloso per i giornalisti è il Messico, dove nei primi sei mesi dell’anno sono stati uccisi 9 giornalisti; seguono l’Honduras con 8 omicidi, il Pakistan con 6, la Nigeria e le Filippine ognuna con 4 omicidi; 3 i giornalisti che sono stati uccisi in Russia, 3 in Colombia, e ancora 2 rispettivamente in Iraq, Nepal, Tailandia, Venezuela. Un omicidio per ognuno dei seguenti paesi: Afghanistan, Angola, Bangladesh, Brasile, Bulgaria, Camerun, Cipro, Ecuador, Israele, Repubblica democratica del Congo, Rwanda, Turchia, Somalia e Yemen.

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