INFRASTRUTTURE. Ministro Di Pietro presenta piano. Il commento di Legambiente

Lo sviluppo delle capacità di trasporto e logistiche dell’armatura infrastrutturale del territorio nazionale, l’intreccio tra le grandi direttrici strategiche, le "reti lunghe", e i territori e dare risposta alle domande di accessibilità e di mobilità che provengono dalle due principali macroaree geografiche del Paese. Sono le linee programmatiche del piano quinquennale presentato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Antonio Di Pietro.

"Siamo molto contenti – Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – che abbia rinunciato definitivamente al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina e che punti maggiore attenzione sulle infrastrutture urbane. Ma il piano quinquennale presentato dal Ministro Di Pietro è un po’ troppo appiattito sulla legge obiettivo del suo predecessore, riproponendo l’Alta velocità Torino-Lione, il Mose e le autostrade lombarde, come Pedemontana e Brebemi: insomma non si può certo considerare un programma coraggioso".

"Non solo Di Pietro, ma tutto il governo, si deve dare un programma fortemente innovativo – prosegue Della Seta – decidendo di destinare le pur limitate risorse a disposizione a tre obiettivi prioritari e irrinunciabili: il rilancio del trasporto ferroviario regionale, la modernizzazione e messa in sicurezza della rete viaria e ferroviaria esistente e il potenziamento dei collegamenti su ferro nelle regioni meridionali. Nel 2006 in Sicilia su 1450 chilometri di rete ferroviaria, il 50% non è elettrificata e quella a doppio binario non raggiunge il 15%". Per andare in treno da Messina ad Agrigento ci vogliono la bellezza di 5 ore, per arrivare a Trapani ce ne vogliono quasi 6".

 

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