INQUINAMENTO. Arpa e Legambiente: il mare fra Italia, Spagna e Francia è pieno di plastica

Nel Mediterraneo c’è un mare di plastica. Questa rappresenta il principale rifiuto contenuto nei mari: va dal 60% all’80% dell’immondizia ritrovata in acqua e in alcune aree supera il 90%. Secondo un monitoraggio fatto dall’Arpa Toscana nell’arcipelago toscano in un’ora sono stati prelevati dai pescatori con reti a strascico 4 kg di rifiuti, di cui il 73% costituito da materiale plastico, soprattutto sacchetti. Sono complessivamente 500 le tonnellate di rifiuti in plastica che galleggiano nel Mediterraneo e secondo l’Istituto francese di ricerca sullo sfruttamento del mare e l’Università belga di Liegi, nell’estate 2010 la concentrazione più alta nel Mediterraneo era nel nord del Tirreno e a largo dell’Isola d’Elba con 892.000 frammenti plastici per km2, rispetto a una media di 115.000.

Tutti questi dati, indicativi di un fenomeno allarmante per le ripercussioni che ha sull’ambiente e sulla fauna marina, sono stati ricordati oggi per la presentazione del rapporto "L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino" realizzato da Arpa Toscana e dalla struttura oceanografica Daphne di Arpa Emilia Romagna su richiesta di Legambiente. Che commenta: "Nel mare tra Italia, Spagna e Francia c’è una concentrazione di plastica che supera quella del cosiddetto "continente spazzatura" presente nell’Oceano Atlantico".

"L’Italia è un Paese doppiamente esposto al problema della plastica e alla dispersione dei sacchetti in mare – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – Lo è sia perché è la prima nazione per consumo di sacchetti di plastica ‘usa e getta’, visto che commercializza il 25% del totale degli shopper in tutta Europa, ma anche perché si affaccia sul mar Mediterraneo, coinvolto come i mari del resto del Pianeta dall’inquinamento da plastica".

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