INQUINAMENTO. Caserta, discarica Lo Uttaro: MDC e Legambiente parte civile nel processo

Il Movimento Difesa del Cittadino di Caserta e il circolo Legambiente di Caserta hanno ottenuto di costituirsi parte civile nel processo che vede sul banco degli imputati i responsabili della localizzazione e della gestione della discarica Lo Uttaro di Caserta. Agli imputati viene contestato di aver sversato illecitamente rifiuti pericolosi e determinato, secondo quanto affermano i magistrati, un "inquinamento irreversibile". Le costituzioni di parte civile, fortemente volute dal presidente della sezione provinciale MDC Paolo Colombo e da Gianfranco Tozza, presidente del Circolo Legambiente di Caserta, rappresentano per le due associazioni "un importante riconoscimento".

La vicenda della discarica di Lo Uttaro risale ormai al 2005, come riepiloga l’avvocato Colombo, che segue l’iter complesso della vicenda, fatto di disposizioni giudiziarie, proteste dei cittadini, riconoscimento a più riprese della pericolosità dei rifiuti presenti in discarica.

Qualche data rende l’idea dello svolgimento del caso. Nel settembre 2005, la regione Campania dichiara l’area Lo Uttaro "sito di interesse nazionale" da bonificare, dato lo stato di gravissimo degrado ambientale legato alla presenza di tre discariche, un sito di stoccaggio e uno di trasferenza rifiuti per un totale di circa sei milioni di metri cubi di rifiuti. A luglio 2007, le analisi a campione fatte da una società di Treviso per conto del consorzio ACSA, che gestisce il sito, afferma che a Lo Uttaro, discarica autorizzata allo smaltimento di rifiuti non pericolosi, si stanno smaltendo invece rifiuti pericolosi che non possono essere smaltiti neppure in discariche per rifiuti speciali, se non previamente trattati.

Ad agosto 2007, continua la "Lo Uttaro Story" riepilogata dall’avv. Colombo, il Tribunale civile di Napoli accoglie il ricorso dei cittadini casertani e decide per la chiusura della discarica: nell’ordinanza si legge che a Lo Uttaro "vi è presenza di sostanze altamente pericolose che superano i limiti massimi consentiti " e che "tutta la falda monitorata è inquinata". L’ordinanza viene però sospesa in attesa del ricorso presentato contro la decisione. Altro passo che evidenzia la pericolosità del sito è nell’ottobre 2007, quando la pericolosità della discarica viene confermata da un consulente tecnico d’ufficio nominato per la verifica della situazione. Si arriva a novembre 2007, quando i carabinieri del Noe eseguono il sequestro penale della discarica per disastro ambientale.

Questo però è solo l’inizio della vicenda, che va avanti fra richieste di dissequestro e di cambiamento di competenze nel giudizio. Intanto, è l’intera Campania a essere coinvolta in una "emergenza rifiuti" che pare non finire più.

Comments are closed.