INQUINAMENTO. Legambiente consegna 14 bandiere nere ai pirati del mare

L’assessore ai trasporti della Regione Friuli, la Giunta regionale del Veneto e quella siciliana, il Consorzio interprovinciale del Parco del Delta del Po e il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena Gianfranco Cualbu, il Consiglio comunale di Ospedaletti, l’Amministrazione comunale di San Vincenzo (Li) e quella di Fondi (Lt), e poi la Marinella Spa di Sarzana (Sp), la Raffineria Api di Falconara (An), la Società Penta srl di San Felice Circeo (Lt), lo stabilimento balneare Sole e Luna di Marechiaro, Anzio (Rm), ed infine Michele Rosato, Sindaco di Gizzeria (Cz) e Mariano Bruno, primo cittadino di Lipari (Me). Sono loro i 14 "nuovi pirati del mare", quelli che hanno ricevuto le Bandiere nere 2006 di Legambiente, assegnate ieri a Reggio Calabria da Goletta Verde in occasione del varo ufficiale della campagna di denuncia, sensibilizzazione e analisi sui problemi del mare.

"La consegna delle Bandiere nere di Legambiente – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale Legambiente – è come ogni anno un appuntamento che ci mette di fronte alle due facce del nostro mare. Quello suggestivo dei borghi marini e delle spiagge incontaminate, ma anche quello bistrattato e martoriato dalla cementificazione selvaggia, dalla cattiva depurazione, dall’industrializzazione sulle coste e dell’utilizzo scellerato di questa risorsa. Per poter risolvere i problemi del mare bisogna tenere ben presenti queste due diverse realtà, valorizzando naturalmente gli aspetti positivi ed evitando di fare qualsiasi sconto a speculatori e "pirati" del mare".

Assenti i destinatari dei premi a partire dall’Assessore alla Pianificazione, Mobilità e infrastrutture di trasporto ed energia della Regione Friuli, Lodovico Sonego, "premiato" per aver favorito la localizzazione, nel golfo di Trieste, di due impianti di rigassificazione in assenza di una strumento di pianificazione territoriale e di programmazione del settore energetico; per aver accettato che le procedure di valutazione di impatto ambientale dei due impianti procedessero separatamente, senza una stima complessiva delle ricadute negative sul fragile eco-sistema dell’Alto Adriatico, nè una stima delle ricadute socio-economiche su settori importanti quali pesca e turismo; per aver agito in modo unilaterale, ignorando il rapporto di collaborazione con i Paesi rivieraschi dell’Alto Adriatico, e ledendo il principio di partecipazione egualitaria alla base dell’Euroregione.

In Veneto è invece la Giunta regionale ad aggiudicarsi la bandiera nera per aver favorito la trasformazione, insieme agli enti locali interessati, del litorale della regione in una lunga striscia di cemento, ignorando aree protette e indicazioni dell’Unione Europea. In particolare il vessillo nero fa riferimento all’assalto portato a Caorle, al progetto di darsena di Porto Caleri a Rosolina, a quello di Marina di Porte Grandi a Quarto d’Altino, al Mose di Venezia e alla realizzazione di una vera e propria valle chiusa su un tratto di laguna veneta in località Cà Zane a Venezia.

In Liguria, la bandiera nera va al Consiglio comunale di Ospedaletti (Im), che il 22 giugno ha approvato la realizzazione del Porto Baia Verde, un nuovo porto turistico che rappresenta un’altra tappa verso la completa cementificazione della costa del ponente ligure. Il porto sorgerà nell’ex discarica Cogefar, che potenzialmente poteva ospitare l’unico spazio verde sul mare della provincia. Bandiera nera anche alla Marinella Spa di Sarzana (Sp), per il progetto di "valorizzazione" della tenuta di Marinella che altera profondamente il territorio dell’area costiera della Val di Magra, prevedendo un aumento delle volumetrie di 6.000 metri cubi a fronte dei 2.500 previsti dal Piano regolatore di Sarzana.

Bandiera nera in Emilia Romagna al Consorzio del Parco del Delta Po fra le province di Ravenna e Ferrara, dove continua la corsa alla speculazione edilizia lungo la fascia costiera. In questa area secondo i dati ufficiali degli osservatori provinciali sull’attività edilizia si concentrano oltre 60.000 seconde case. Il Consorzio del Parco ha raggiunto recentemente un accordo per la costruzione di un Villaggio Turistico, ribattezzato "campeggio", che prevede l’urbanizzazione di quasi 40 ettari di terreno a destinazione agricola. La localizzazione prevista, che raddoppierebbe le aree fabbricabili previste nel Piano regolatore, investe l’unico varco a mare rimasto libero compreso nel parco. Da anni si attende l’approvazione del Piano di Stazione del Parco del Delta, ma evidentemente, si pensa di modificarlo per rendere possibile una variante urbanistica e l’ennesima colata di cemento.

In Toscana, bandiera nera all’Amministrazione comunale di San Vincenzo (Li) che ha autorizzato lo sciagurato ampliamento del porto turistico favorendone la privatizzazione. Il porto sta già aggravando i rilevanti problemi d’erosione delle spiagge limitrofe. L’amministrazione ha autorizzato, inoltre, la costruzione di una strada e una ferrovia a nafta per il trasporto dei massi dalla cava di San Carlo alla stazione, disboscando un’intera valle. Infine, ha avviato il procedimento per una variante al Piano Strutturale andando incontro alla richiesta dei proprietari dell’area all’interno del Parco di Rimigliano per la realizzazione di villette in area protetta.

Terzo anno consecutivo di bandiera nera nelle Marche per la Raffineria Api di Falconara (An), per la proposta di realizzazione di altri due impianti di generazione di energia elettrica (di 530 e di 70 megawatt), accanto a quello già esistente di 290 megawatt di potenza. La sciagurata ipotesi dell’API, oltre ad aumentare la pressione ambientale sul territorio di Falconara, già provato dalla presenza della raffineria e della centrale esistente, andrebbe a vanificare gli obiettivi e i principi ispiratori del Piano energetico ambientale regionale appena approvato (febbraio 2005), che disegna un futuro per la regione Marche fatto di risparmio energetico, fonti rinnovabili, microgenerazione diffusa e biomasse.

Bandiere nere nel Lazio, alla Società Penta srl di San Felice Circeo (Lt), per aver proposto di raddoppiare il numero di posti barca del porto di San Felice Circeo, portandoli ad oltre 500 e compromettendo gravemente lo splendido ecosistema della zona del Parco Nazionale del Circeo. L’ampliamento portuale previsto dal progetto comporterebbe un enorme impatto sull’area, disturbando inoltre i numerosi cetacei avvistati nel braccio di mare compreso tra il Circeo e l’arcipelago Ponziano. Allo Stabilimento Balneare "Sole e Luna" di Marechiaro, Anzio (Rm), potenziale eco-mostro attualmente sotto sequestro, che ha aggredito uno dei pochi lembi integri di costa in zona Fornace, un’area caratterizzata dalla presenza della falesia, uno sperone di argilla attualmente a rischio frana per l’assenza di vegetazione e di interventi di restauro ambientale. Al Comune di Fondi (Lt) per il mancato abbattimento dell’ecomostro dell’Isola dei Ciurli, nonostante una sentenza del Tribunale di Latina condannasse il costruttore ad un anno di arresto, quarantamila euro di ammenda, la confisca dei terreni per lottizzazione abusiva, affidando al Comune di Fondi l’impegno all’acquisizione dell’area ai fini della demolizione.

In Calabria, al Sindaco di Gizzeria (Cz) Michele Rosato, per aver costituito una Spa per gestire i servizi e il campo da golf dell’ipotizzato progetto "Realizzazione turistico alberghiera Simeri Crichi", all’interno del Sito di Importanza Comunitaria "Lago la Vota". La costruzione prevede la realizzazione di circa 4.000 posti letto, un campo da golf e le relative strutture ricettive. Il costo, quasi 180 milioni di euro, si dovrebbe avvalere anche di un contributo pubblico (Stato e Regione Calabria) di oltre 100 milioni di euro. I Laghi la Vota rappresentano l’ultimo lago costiero con acque salmastre di tutta la costa tirrenica calabrese, un luogo di sosta importantissimo per molte specie migratrici come il falco pescatore e il falco di palude.

Le bandiere nere siciliane vanno al Sindaco di Lipari Mariano Bruno, per il tentativo di consentire l’ampliamento scellerato di strutture alberghiere, per la proroga dell’attività estrattiva della pomice concessa alla Pumex nonostante il Distretto Minerario ne avesse intimato l’interruzione e per aver inserito nel Piano Regolatore del Comune di Lipari un progetto di realizzazione di una struttura aeroportuale in un’area di tutela assoluta. Alla Giunta Regionale Siciliana che si è distinta per l’assalto alle aree costiere culminato con l’approvazione delle "Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull’esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo", un provvedimento che pone le premesse per un uso privato e selvaggio delle spiagge e degli ambiti portuali. Lo scenario che si prefigura è inquietante: il 50% delle spiagge rischia di essere sottratto alla libera fruizione balneare per far posto a manufatti che, inevitabilmente, produrranno un forte impatto su un ambiente fragile e instabile

In Sardegna infine bandiera nera al Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Gianfranco Cualbu per l’inaudita posizione favorevole al mantenimento della base militare Usa nell’Isola di Santo Stefano (arcipelago di La Maddalena) in contrasto con i sentimenti del popolo sardo e degli organi istituzionali della Regione Sardegna, ma anche per l’assoluta inerzia nell’attività di gestione del parco, a fronte delle numerose emergenze che investono il territorio.

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