INQUINAMENTO. Malpensa, Comitato scrive lettera a Formigoni sul disastro ecologico

La storia di Malpensa e del disastro ecologico legato alle emissioni degli aerei arriva sul tavolo del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni: l’Unione Comitati del Comprensorio di Malpensa per la Tutela dell’ambiente e della salute (UNI.CO.MAL) ha scritto una lettera a Formigoni chiedendo informazioni sulle azioni che la Regione ha intrapreso o intende intraprendere per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.

In allegato alla lettera ci sono una serie di documenti che testimoniano tutti i dati acquisiti da diverse istituzioni sulla situazione ambientale nell’area dei Comuni adiacenti a Malpensa, in cui risiedono circa 80.000 persone. L’inquinamento atmosferico del territorio raggiunge valori che superano di parecchie volte i limiti previsti dalle normative per la protezione della salute umana e dell’ecosistema; valori che non sono compatibili con la residenza.

La sentenza del 25 settembre 2008 del tribunale civile di Milano relativa alla causa Quintavalle/SEA, ha accertato che l’inquinamento del suolo da I.P.A., generati dagli scarichi degli aeromobili, in quell’area presenta valori superiori di 4-5 volte a quelli rilevati al casello autostradale di Milano sud. Il Corpo Forestale dello Stato della provincia di Varese, dopo un sopralluogo effettuato nel 2010 nella stessa area, ha riscontrato una fitta presenza di piante di alto fusto morte, secche e cadute al suolo.

Specifiche molecole generate dal carburante usato dagli aerei, hanno confermato che l’aria attorno a Malpensa è fortemente impregnata da inquinanti nocivi per la salute umana, quali gli I.P.A., classificati cancerogeni e genotossici, i cui valori riscontrati superano i limiti di legge. L’indagine epidemiologica della ASL della Provincia di Varese rivela nell’area un quadro preoccupante in quanto si registra, dal 1997 al 2009, un aumento della mortalità per malattie respiratorie, del 54,1% rispetto al 10,7% del resto dei Comuni della ASL.

"Se lo stato di fatto attuale è tale – scrive l’UNI.CO.MAL – si rende necessario un intervento istituzionale immediato e urgente, non più procrastinabile a tempi indefiniti, volto ad adottare misure immediate per la riduzione delle emissioni e delle fonti emissive al di sotto dei livelli tollerabili per la protezione della salute umana stabiliti dalle normative vigenti. Qualunque intervento, ipotizzato o previsto, che aumenti le emissioni e che di conseguenza aggraverebbe la grave esposizione ai rischi che già compromettono in modo significativo la salubrità dell’area e la salute della popolazione residente potrebbe essere considerato un ulteriore atto criminogeno, perseguibile penalmente".

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