INQUINAMENTO. Petrolio nel Lambro, Ambientalisti: “Un disastro”

La Regione Lombardia chiederà lo stato di calamità per finanziare gli interventi necessari sul fiume Lambro, inquinato ieri da uno sversamento di migliaia di di litro di gasolio, petrolio e olio combustibile dai depositi della raffineria Lombarda Petroli di Villasanta vicino a Monza. Un vero disastro ambientale, con l’inquinamento e la contaminazione che ormai sono arrivate al Po e in Emilia Romagna. A Milano, in Prefettura, è stata istituita una unità di crisi per fronteggiare il disastro accaduto ieri all’alba e di origine dolosa. La stessa Legambiente aveva sollecitato oggi la Regione Lombardia a chiedere lo stato di emergenza.

"La Regione Lombardia chieda al Governo la dichiarazione di stato di emergenza ambientale nazionale", hanno dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, e Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, in merito allo sversamento degli idrocarburi nel fiume Lambro. "Siamo di fronte a un disastro ambientale vero e proprio – hanno commentato – il problema non riguarda solo il fiume Lambro ma tutta l’asta del Po fino al delta. Per arginare i danni che può causare la macchia d’olio, urge un coordinamento nazionale degli interventi delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna".

Il WWF ha annunciato che "si costituirà parte civile nel processo penale conseguente a questo inaccettabile danno doloso". "Lo sversamento nel Lambro di 600 mila litri di gasolio dalle cisterne dell’ex raffineria di Villasanta può essere il colpo di grazia per un fiume da decenni in un vergognoso stato di degrado – afferma l’associazione – Ma l’onda nera, che intanto prosegue il suo viaggio, rappresenta una gravissima minaccia non solo per gli abitanti dei comuni rivieraschi, ma per tutto l’ecosistema del Parco regionale della Valle del Lambro, del Parco di Monza (il più grande Parco urbano d’Europa e una delle aree naturalistiche-paesaggistiche più belle della Lombardia) e soprattutto del più ampio ecosistema del Po, con danni ambientali a catena per centinaia di chilometri a valle che non risparmieranno nemmeno alcuni siti di interesse comunitario (SIC) presenti lungo il Po".

"Alla luce di questo disastro – afferma Stefano Leoni, presidente del WWF Italia – il WWF chiede nuovamente alla Regione, come già fece nel 1995 direttamente all’allora neopresidente Formigoni a seguito del censimento dell’intero fiume, di impegnarsi seriamente per definire un piano di gestione del Lambro. Solo così si potrà tutelare la qualità delle acque, garantire i servizi che l’ecosistema fluviale è in grado di offrire (non ultimo la protezione dal rischio di alluvioni) ed evitare che si verifichino in futuro disastri ambientali di questa portata."

Comments are closed.