INQUINAMENTO. Torino, la seconda città più inquinata d’Europa

Più si va su e più l’aria è pulita. E non parliamo di altezza, ma di latitudine. Sono, infatti, le città del Nord Europa ad avere una qualità dell’aria migliore, con una bassa concentrazione di Pm10, di ozono e di biossido di ozono. E’ quanto risulta dai dati raccolti dal database Airbase dell’Agenzia europea per l’ambiente, su analisi condotte tra il 2004 e il 2008 su 221 centri europei. I dati, presentati in occasione della settimana europea per la mobilità, non sono per nulla positivi per l’Italia: tra le 30 città più inquinate d’Europa, ben 17 sono italiane.

La città italiana più inquinata è Torino, seguita a ruota da Brescia e Milano. Il nostro Paese arriva terzo nella classifica generale dei paesi, dietro soltanto alla Bulgaria e alla Grecia. E’, infatti, la città bulgara di Plovdiv ad essere la più inquinata. Tra le prime in classifica troviamo, invece, Tallin, Stoccolma, Helsinki e Dublino. Roma si colloca al 181° posto, Berlino al 119° e Parigi al 127°.

"Il fatto che Torino sia la seconda città più inquinata d’Europa non può di certo renderci orgogliosi – commenta Daniele Cantore, consigliere comunale (FI-PDL) di Torino, secondo cui il dato deve far riflettere attentamente l’Amministrazione Comunale. "L’indagine da cui proviene questo triste primato – spiega Cantore – è il frutto di una ricerca durata quattro anni, aspetto questo che certifica come a Torino le politiche ambientali intraprese siano state del tutto inefficaci: dalle giornate ecologiche, alle restrizioni alla circolazione per gli automezzi, sino alla recente adozione della ZTL ed una certa trascuratezza per le periferie".

"Se è vero che solo nel 2010 in città si è superata la soglia limite di ozono, di Pm10 e di biossido di azoto per ben 77 giorni, c’è poco da scherzare. E’ da tempo che chiediamo per Torino politiche ambientali vere, incisive, non solo di facciata ma di lungo periodo, in grado di affrontare la questione nella sua complessità. E soprattutto ci aspettiamo da parte di chi è stato chiamato ad amministrare la Città una assunzione di responsabilità per i cattivi risultati conseguiti e non il solito gioco dello scaricabarile a cui in diverse situazioni siamo stati abituati, tirando in ballo gli attuali governi nazionale e regionale. Anche perché – conclude Cantore – a Torino i problemi d’inquinamento erano pesantemente presenti anche sotto Prodi e Bresso".

 

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