INTERNET. Adiconsum, furto identità: vittima quasi 1 italiano su 4

Furto d’identità: ne è vittima quasi una persona su quattro (22%) per un danno medio di 350 euro. In particolare, circa il 40% delle vittime subisce un danno fino a 500 euro, mentre il 12% arriva fino alla cifra di 1000 euro. E un buon 40% non è in grado di quantificare i danni subiti. A tutto questo si aggiunge una scarsa conoscenza del fenomeno: il 60% delle persone non conosce questo problema e il 55% non sa come proteggersi.

Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Annuale sul Furto d’Identità presentato questa mattina all’Università Roma Tre e realizzato dall’Osservatorio permanente sul furto d’identità promosso da Adiconsum, in collaborazione con Fellowes Leonardi, azienda che si occupa di forniture per ufficio e distribuzione organizzata.

"Si ha un furto di identità – si legge nel Rapporto – ogni qualvolta un’informazione individuale, relativa ad una persona fisica o ad un’azienda è ottenuta in modo fraudolento da un criminale con l’intento di assumerne l’identità per compiere atti illeciti. Tali comportamenti sono da annoverare giuridicamente sotto il nome di "frode". La frode di identità comprende reati quali l’apertura di conti correnti bancari, la richiesta di una nuova carta di credito o l’utilizzo dei dettagli personali della vittima nell’acquisto di beni, servizi o altri vantaggi finanziari".

Le modalità con le quali possono essere rubati i dati sono le più diverse: dal semplice furto della borsa e del portafoglio dove sono contenuti documenti di identità e bancomat, al cosiddetto "bin raiding" – estratti conto, bollette, vecchi contratti e informazioni buttati nel cestino della spazzatura e recuperati da chi intende attuare una frode – all’uso delle nuove tecnologie. C’è ad esempio lo skimming: "Per reperire i dati necessari ad utilizzare una carta senza rubare interamente l’identità della vittima è sufficiente clonare una carta di credito durante l’uso in un esercizio commerciale attraverso un’apparecchiatura elettronica". C’è il phishing, ovvero il furto via posta elettronica: "Il malvivente invia un’e-mail dichiarando di essere un incaricato di una banca o di una compagnia di carte di credito o di appartenere ad altre organizzazioni con cui si possono avere rapporti inducendo a fornire informazioni personali con le più svariate motivazioni (per riscuotere premi in denaro, beni tecnologici, ripristinare password scadute, etc.). Generalmente l’e-mail chiede di utilizzare un link per accedere ai dettagli del conto della vittima presso il sito della compagnia, adducendo motivazioni di sicurezza, link che in realtà conduce in un sito web solo all’apparenza originale". Ci sono poi le informazioni richieste su internet e i dati personali che circolano su blog e social network.

Risultato? "L’osservatorio permanente Adiconsum – commenta il segretario generale Paolo Landi – rileva che il furto d’identità è un rischio in crescita e insufficienti sono le informazioni per la prevenzione".

Dall’indagine (condotta con la somministrazione di circa mille questionari) emerge che la vittima tipo è soprattutto un libero professionista che usa carte di credito. Un po’ di numeri rendono bene l’idea del fenomeno: "Il furto d’identità – rileva Adiconsum – viene scoperto nel 60% dei casi controllando il proprio estratto conto bancario, per il 32% su segnalazione del proprio istituto di credito e per il 13% su avviso delle Forze dell’Ordine". Solo il 58% distrugge i dati sensibili rilevabili da bollette, fatture e comunicazioni bancarie, mentre il 52% ha attivato il servizio di segnalazione via SMS per prelievi o acquisti effettuati con carta di credito. "Per quanto invece riguarda il mondo informatico e online, bisogna sottolineare che il 72% usa carte prepagate per acquisti online, ma ancora il 44% adotta comportamenti rischiosi salvando password e user id sul proprio computer".

"Per ciò che riguarda i danni di chi ha subito questo tipo di furto, – conclude l’associazione – le vittime sono 1 su 4 e circa il 40% di esse ha subito un danno fino a 500 euro, mentre il 12% subisce danni fino a 1000 euro. Ben il 40% non è in grado di quantificare il danno subito".

"La ricerca presentata si pone l’obiettivo di stimolare l’opinione pubblica su un fenomeno ancora poco conosciuto – ha detto Landi – e al contempo sollecitare l’intervento degli interlocutori istituzionali sia sul fronte della prevenzione che su quello del supporto e della tutela delle vittime che possono in ogni momento rivolgersi alle Forze dell’Ordine (Guardia di Finanza – GAT e Polizia Postale) e alle Associazioni dei Consumatori". "La collaborazione con Adiconsum – ha commentato Paolo Leonardi, Amministratore Delegato della Fellowes Leonardi – testimonia l’impegno concreto della nostra azienda a favore di una campagna di prevenzione contro il furto d’identità che ci vede attivi da anni, con numerose iniziative anche nel resto d’Europa".

L’iniziativa si è accompagnata alla presentazione di due guide, "Difendi la tua identità", rivolta agli adulti, e "Identity Man", a fumetti per i più giovani, che saranno disponibili in formato cartaceo presso tutte le sedi territoriali Adiconsum, oltre che presso i rivenditori della Fellowes-Leonardi aderenti all’iniziativa e scaricabili dal sito www.adiconsum.it. Altre informazioni utili sul sito www.furtoidentita.com.

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