INTERNET. Altroconsumo lancia appelli per un’Agenda Digitale in Italia e per una rete senza censure

Riportare la strategia digitale al centro del dibattito politico e presentare, entro 100 giorni, proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia, che coinvolga tutti gli attori che operano in prima linea su questo tema. E’ l’appello lanciato da Agenda Digitale e supportato da Altroconsumo che sottolinea l’importanza di sviluppare Internet e di non rimanere indietro sulle nuove tecnologie rispetto agli altri Paesi membri dell’Unione Europea. Lo sviluppo della nostra economia – spiega l’Associazione – e la qualità della nostra vita dipendono sempre di più dalle nuove tecnologie. L’Italia deve, quindi, affrontare con incisività il ritardo rispetto agli altri paesi ed eliminare i digital divide. "Sviluppare la cultura digitale costituisce una opportunità irrinunciabile, con benefici economici e sociali per l’intero Paese".

"Perché i consumatori possano beneficiare dello sviluppo delle nuove tecnologie – aggiunge Altroconsumo – i loro diritti debbono essere tutelati e garantiti anche in Internet e nell’ambiente digitale". Per questo Altroconsumo ha lanciato, insieme ad altri soggetti, un’altra iniziativa: una petizione www.sitononraggiungibile.it per chiedere una moratoria alle nuove regole per la rete proposte dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Delibera 668/2010). "Queste – continua Altroconsumo – rischiano, se approvate, di introdurre meccanismi che consentiranno all’Autorità di impedire l’accesso ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria. Se il diritto d’autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo".

Infine, Altroconsumo ritiene pericoloso che l’AGCOM si possa spingere a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario e che negli altri Paesi dell’Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari. Nel rispetto del principio di separazione dei poteri dello Stato, il Parlamento deve tornare ad essere la sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete, la società civile, ma anche e soprattutto i consumatori.

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