INTERNET. Censura sui forum? Vittoria di Aduc per la libertà di espressione

E’ ormai definitiva la vittoria ottenuta dall’Aduc per la libertà di espressione, nella vicenda Megatrends. Ecco in sintesi il caso: sul sito dell’Aduc c’è un forum di discussione libera e senza censure, dove i cittadini possono "dire la loro" su vari argomenti. Uno di questi ha riguardato la Megatrends, una società di formazione di Pomezia. I cittadini hanno espresso la loro opinione su tale società, o hanno raccontato la loro esperienza, evidentemente negativa, con essa. Ma la Megatrends non ha gradito ed ha chiesto l’oscuramento del forum, in quanto in esso vi erano espressioni diffamatorie e di contenuto negativo, dunque da censurare.

Già ad aprile 2010 il Tribunale di Viterbo aveva rigettato la richiesta di oscuramento; oggi lo ha ribadito con la sentenza definitiva. "I giudici – si legge in una nota dell’Aduc – hanno ribadito che un sito Internet non è assimilabile ad una testata giornalistica, per cui i responsabili non rispondono preventivamente dei contenuti dei forum a libero accesso; ne risponderebbero se, interpellati dai presunti diffamati, non rimuovessero contenuti che poi fossero ritenuti tali; ma non sono tenuti ad un intervento censorio preventivo".

Si tratta quindi di una vittoria dell’Aduc, ma la vittoria, in questo caso, è parziale. Secondo l’Associazione, infatti, si presenta ancora una volta la necessità, per il web e per i forum di discussione, di avere una normativa specifica che oggi manca e che, caso per caso, si riesce a sostituire solo con la giurisprudenza. Ma questo comporta tempo e costi per chi viene citato in giudizio e deve difendersi per difendere la libertà di espressione. L’Aduc sottolinea il fatto che, pur avendo vinto la causa, i giudici non hanno condannato la società alle spese; quindi l’Aduc paga per difendere la voce di chi scrive nei forum e i forum stessi. "Se va avanti questa situazione, la giurisprudenza diventerà sempre più inaccessibile. Se non si vuole correre il pericolo di trasformare il web in una "galera delle espressioni e delle opinioni", il Parlamento deve fare chiarezza e dettare leggi che siano riferimento per tutti, leggi intorno alle quali armonizzare i nuovi diritti e le nuove libertà del web.

Comments are closed.