INTERNET. “Chiesa in rete 2.0”, oggi e domani il convegno nazionale della Cei

Internet e social forum, cosa ne pensa la Chiesa cattolica? Oggi e domani l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e il Servizio informatico della Cei, la Conferenza episcopale italiana, ha organizzato un convegno nazionale dal titolo "Chiesa in rete 2.0". L’evento si colloca in una fase di accresciuta consapevolezza di partecipazione ad un fenomeno ampio che offre nuove e diffuse possibilità di supportare l’azione pastorale e culturale delle diocesi.

La Chiesa è consapevole delle potenzialità di internet, ma anche dei suoi rischi. Davanti a questo ambiente virtuale ci si chiede come comunicare in maniera efficace il Vangelo? Inserire il cristianesimo nella cyber cultura, può essere una risposta, anche se azzardata. Il cristianesimo, infatti, si è sempre incarnato e inserito nelle culture del suo tempo. Nell’era di Internet, dunque, non possono mancare le condizioni affinché il servizio alle diocesi e alle parrocchie possa meglio svolgersi con la conoscenza e con l’uso corretto delle nuove tecnologie, che non introducono solo un metodo di lavoro, ma incidono sulla mentalità e sul costume delle persone.

"L’interazione virtuale viene approssimata a quella reale, ma non bisogna dimenticare", ha messo in guardia Giuseppe Mazza, docente di teologia fondamentale e di comunicazioni sociali alla Pontificia Università Gregoriana, intervenuto oggi al convegno che "le relazioni mediate da computer risultano spesso anomiche" e quest’assenza di regole, "fatte salve le dovute eccezioni", comporta "instabilità, interazioni scarse, se non distorte, tra identità fittizie e ambiguità". La socialità, pertanto, "ne risulta ridotta" ha concluso Mazza.

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